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D'accordo. Mettiamo le cose in chiaro.
Non voglio sentire un'altra parola su questa sciocchezza del Millennium bug.
Telefoni che muoiono, corrente tagliata,
banche che crollano, o addirittura aerei che piovono dal cielo.
La fine del mondo non sta arrivando!
I numeri del calendario cambieranno, sì.
Tutti e quattro insieme.
Ma sono solo numeri.
L'umanità ci è già passata.
Alle otto in punto,
un gran numero di persone molto importanti ceneranno ai nostri tavoli.
L'umore con cui partiranno domattina
influenzerà la vita di milioni di persone comuni.
Il nostro compito è assicurarci che a nessuno faccia male il culo
per essersi seduto su una sedia troppo dura,
che si rimpinzino di caviale a loro piacimento,
che lo champagne gli esca dal naso e dalle orecchie.
È chiaro?
- Volevi fare un'osservazione, Tonino? - No.
Cioè, sì.
Non potrei essere più d'accordo, capo.
Non mi aspetto da voi niente di più della nostra consueta…
cortesia, precisione, e perfezione.
Cinque, quattro, tre, due, uno…
Mancano dodici ore.
Tutti al lavoro, signore e signori, al lavoro!
Troppo sale.
Buttalo via.
Avanti!
Piano, piano. Delicati.
- Qui sul fondo. - Così?
- Più sul fondo. - Ancora di più?
Questo.
Più sul fondo questa parte qui.
Si è bloccata.
Spingete.
Fermi, fermi.
Via, allontanatevi.
Che nottata!
Che nottata.
Posso aiutarla, signore?
- La chiave della mia stanza. - Quale sarebbe il numero della stanza?
Non mi ricordo, controlli là sopra.
Faraday, Simon Faraday.
Mi dispiace, secondo il mio registro lei non alloggia qui, al momento.
Dica al suo registro che noi alloggiamo al Grand Bellevue,
ogni Natale e ogni Capodanno, da 15 anni!
Mi compiaccio, signore, allora è lì che dovrebbe andare.
- Dove? - Al Grand Bellevue.
È a pochi passi da qui, signore.
Non si è spostato di un millimetro dal 1912.
Signore!
Tonino!
- Sì, signore. - Non lo vedono che non è centrato?
Me ne occupo immediatamente.
Non è una sedia che si sposta facilmente.
- È pesante. - Scusi.
- Buongiorno, signor Minetti. - Buongiorno.
- Dormito bene? - Come un bimbo.
Glieli faccio mettere nel deposito sci.
No! I miei Scott professionali? No, grazie.
Questi gioiellini me li hanno già rubati una volta.
Non qui, signor Minetti, possiamo prenderci cura dei suoi gioiellini.
Sapete quanto ci vuole per farli arrivare dall'Idaho?
Preferisco tenerli sotto il letto.
L'hai visto?
- Bongo! - Bongo?
Bongo! È una grande star.
- Davvero? Che ha fatto? - Ha fatto centinaia di film.
Odissea del sesso, Sperminator,
Pulp Friction, l'elenco è infinito.
Una tale bestiaccia senza museruola!
Mi scusi.
Avanti, piccolino.
Vieni qui.
Forza, Mr. Toby, caga!
Non abbiamo tutto il giorno.
Bongo è il tuo vero nome?
È un nome d'arte.
Lo sapevo.
- Mia madre mi ha detto tutto di te. - Ashley, dai!
Per fortuna, non è stata tua nonna.
Lavori ancora?
In privato.
- Niente più film? - Ashley, andiamo.
Sono in pensione adesso.
Ciao, tesoro!
Come stai?
Mio Dio, il tempo non passa per te.
E tu, ogni anno più giovane.
Scendete.
Seriozh, porta tutto nella suite.
- Andiamo. - Porca puttana! Porca puttana!
Che cazzo sta succedendo?
Tranquilla.
- Ho chiesto lo champagne. - Salve.
Che mi dice della cassaforte? Ne avete una sicura qui?
Certo, da questa parte, mi segua.
Prego.
Vuole far entrare una valigia in una di queste?
Può mettere il contenuto in diverse cassette, o…
Di tutte quelle valigie?
Chiamo il direttore.
Che significa che non trovi la mia prenotazione? Sei ritardato?
È che…
Signor Crush!
È un piacere averla di nuovo con noi, quale sarebbe il problema?
Questo imbecille vuole convincermi che non ho una prenotazione.
Mi dispiace, dev'esserci stato un disguido.
- Forse ha dimenticato di prenotare? - Non organizzo io i miei viaggi, ok?
Ci pensano i miei assistenti, e hanno prenotato due volte.
Una sarebbe bastata, se ci fosse arrivata.
Vuole dire che i miei collaboratori mentono?
No di certo, signor Crush, non ha nulla di cui preoccuparsi.
Faremo di tutto per trovare una soluzione.
Trovare una soluzione?
Mi scusi, ma ai russi serve una cassaforte più grande.
- Se vuole scusarmi… - Fermo, non va da nessuna parte.
Prima mi porta nella mia suite, poi fa quello che deve fare.
Il mio collega sta vagliando tutte le possibilità, io torno subito.
È incredibile, cazzo.
Questo posto è diventato uno schifo.
- Gradisce dei cioccolatini? - Cosa?
- Cioccolatini. - Cioccolatini?
Buongiorno, sono Hansueli Kopf, il direttore dell'hotel.
So che vi serve aiuto.
Abbiamo dei bagagli delicati che vorremmo mettere in cassaforte.
Sì.
Durante la Seconda guerra mondiale, la Banca Centrale svizzera
conservava qui le sue riserve.
Assolutamente sicura, come vedete.
Più o meno.
Cambieremo subito la lampadina.
È parecchio che nessuno scende qui sotto.
Non si preoccupi, signor Kopf.
- Mi dia la chiave. - È assolutamente fuori questione.
- Perché? - Perché…
- Sono le regole dell'hotel. - Cambiatele.
Io voglio soltanto bere!
La 214.
Ragazze…
- 210 e 209. - Sono collegate?
Come richiesto.
La stanza delle guardie del corpo è proprio di fronte.
Abbiamo aggiunto due brandine, spero non sia troppo piccola.
- Scusate l'inconveniente. - Non si preoccupi.
Perché quelle facce? Così potete dormire abbracciati.
Grazie, signore.
Signor Tell, si fidi di me, ok? So come vanno queste cose.
Quando il bug colpirà, nessuno se ne accorgerà.
Per molto, moltissimo tempo.
No, no, no, non credo sia una buona idea.
Facciamo così, invece, vediamoci nella mia suite,
e le spiego tutto.
- Alle 12:30? - La sua camera è pronta.
- Il numero? - 707.
Bene.
Ok, alle 12:30 in punto.
D'accordo, signor Tell, a dopo.
Suite 707.
La sua camera, signore.
Faccia venire quello stronzo del direttore.
Sì, signore, subito, signore.
Lascia tutto lì.
Fila via.
Chi prende il fiammifero spezzato
dorme sulla branda.
Maledizione, non ci entro neanche!
Prendine uno.
Cari russi,
oggi,
nell'ultimo giorno
del secolo uscente,
mi dimetto definitivamente.
Ho preso una decisione
e oggi mi rivolgo a voi,
per l'ultima volta, come presidente della Russia.
Funziona la vostra TV?
Ma che cavolo…
Posso accenderla?
Fa' pure.
I canali porno non si vedono in camera vostra?
In accordo con la Costituzione, contemporaneamente
alle mie dimissioni,
ho firmato un decreto
che affida le funzioni del presidente della Russia
al Primo Ministro.
Vladimir Vladimirovic Putin.
Per i prossimi tre mesi
sarà il capo dello Stato.
È impazzito? Mi ci vede a dormire qui, in questo sgabuzzino?
Mi ci vede a pisciare in quel cesso da casa delle bambole?
Lo so, signor Crush, è la stanza peggiore dell'hotel, sono d'accordo.
Ma non abbiamo altro.
Le offro una bottiglia di champagne in omaggio, con le nostre scuse.
Sa cosa può farci con quello champagne del cazzo?
Preferisce dei cioccolatini?
Senti…
Voglio che mi ascolti, molto attentamente.
Faccio una telefonata, una soltanto,
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