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anoXmous
La freccia che abbatté il cinghiale
è queIla deI Principe lchimonji.
Celebriamo Ia sua impresa!
L'animaIe...
mi è comparso davanti aIl'improvviso.
II mio cavaIlo ha scaIciato e mi ha disarcionato, come tirare?
Padre...
cucineremo subito iI cinghiaIe?
Mah, un vecchio cinghiaIe!
La sua carne è dura e puzzoIente.
È immangiabiIe!
Proprio come iI vecchio Hidetora...
ne mangereste?
No, sarebbe troppo duro da cucinare.
Se sono venuto a caccia con voi,
è per suggeIlare la nostra amicizia.
È vero.
Anch'io, dando in mogIie mia figlia a vostro figlio Saburo,
spero rinsaldare i Iegami degli lchimonji con gIi Ayabe.
Un momento!
Io ho la stessa intenzione.
Principe lchimonji,
è l'occasione tanto attesa,
accordateci una risposta.
Per Saburo, chi prendereste?
Mia figIia o queIla deI Principe Ayabe?
La questione è spinosa.
Due principesse
e un solo principe!
Se solo Jiro, il fratelIo minore, fosse libero!
Kyoami!
Su, facci divertire!
Scende da quel monte,
e da quell'altro,
avanzando a gran balzi, chi è?
Ha sul capo due pennacchi sibilanti.
Un coniglio?
Kyoami, è un coniglio?
O sono due?
Per il pranzo di mio padre,
scendono giù da due monti.
Saburo! lnsolente!
Basta con le sciocchezze!
Vostro padre sembra stanco.
Attenderemo il suo risvegIio.
Non è da lui.
Sonno di circostanza!
Dopo l'affronto di Saburo,
avrebbe potuto fare aItrimenti?
Una partita di caccia è bastata.
Strano.
Una voIta neanche una conquista I'avrebbe sfinito.
Abbiamo ospiti.
Kyoami, svegliaIo!
È nostro padre
che mi preoccupa.
Russa molto lievemente.
Padre, che avete?
Non state bene?
Padre...
Un sogno...
Ho fatto un sogno.
Una landa seIvaggia...
e in questa Ianda,
ovunque andassi, non c'era anima viva.
Gridavo, urIavo,
ma nessuno rispondeva.
Ero soIo.
SoIo aI mondo.
Ho rabbrividito...
È grottesco.
La voce di Taro mi ha risvegIiato.
Di fronte a me, i miei figIi...
C'era Taro,
insieme a Jiro...
e anche Saburo.
Padre, vedervi in questo stato
mi rivolta!
Attento a quel che dici!
Sii contento che pensa a noi!
Ma nemmeno io
riesco a capacitarmi.
E Iimitarsi ad obbedirvi, padre,
significa rendervi omaggio?
Aspettate!
È già da tempo
che ci medito sopra...
Ora vi dirò.
II momento è propizio, e anche iI Iuogo.
Fujimaki e Ayabe sono venuti qui
per sposare le Ioro figlie.
FateIi venire.
Io, Hidetora Ichimonji,
nacqui in una fortezza al di Ià del crinaIe.
La pianura era teatro di innumerevoIi guerre
tra i vari cIan.
AlI'età di diciassette anni,
divenni principe deIla fortezza.
Per cinquant'anni,
mi battei per difendere Ia pianura
e issai il nostro stendardo su queI castelIo laggiù.
Poi,
mi battei senza tregua
contro questi due principi.
È giunto iI tempo, con loro,
di stringere amicizia
e pIacare i destrieri.
Ma iI vecchio Hidetora
ha già settant'anni.
Quindi dichiaro che da oggi,
Taro, iI mio figIio maggiore,
dirigerà il clan!
Signore! Così presto?
Signore!
Ho maturato a lungo la mia decisione.
Doveva venire iI momento
di ritirarmi
e Iasciare ai giovani l'onere deI mio regno.
AscoItate tutti:
iI momento è venuto.
Lo ripeto.
Ecco Taro, capo degli lchimonji
e delIe loro terre.
Gli cederò iI torrione
e abiterò nel bastione.
Terrò con me trenta uomini
e conserverò iI titoIo e iI rango di Gran Principe.
Taro avrà iI controIlo assoIuto delIe terre e delIa cavaIleria.
Voi tutti, obbedite!
Obbedirò.
Ma a noi, Jiro e Saburo,
cosa riservate?
A voi, Jiro e Saburo,
andranno gIi aItri due castelIi
e Ie terre annesse.
Li fortificherete
e verrete in aiuto a Taro.
Mi ospiterete neI primo castelIo,
neI secondo o neI terzo,
e mi godrò la vita.
Compatite Ia vecchiaia.
Vorrei parlare.
Rispetto la vostra decisione
di cedere il comando del clan,
ma vi prego di rinunciarvi.
Perché?
Certo, io sono iI maggiore,
ma è per me troppo gravoso
regnare su queste terre.
Ho pregato il dio delIa Guerra
di Iasciarvi vivere cent'anni,
anche se dovessi pagare con la vita.
Che beIle parole!
lo, non oserei mai,
sarei a disagio.
Che mente contorta!
Vuoi dire che Taro
sta cercando di aduIarmi?
Padre, non date ascoIto a Saburo.
Per me, come per Taro,
iI più grande desiderio
è che nostro padre ci protegga.
Ma Ia sua serenità esige che ci facciamo scudo
contro Ie frecce scagliate dal mondo.
Ben detto!
Porta quelIa faretra.
SpezzaIa!
Ce la fai?
E adesso...
come un fascio, provate.
Una freccia si può spezzare,
ma non tre frecce assieme.
Se Taro, isoIato, fosse in pericoIo,
I'unione delIe vostre forze
salverebbe iI cIan e il feudo.
Padre, anche assieme, tre frecce si possono spezzare.
Che mente contorta!
Di nuovo le tue stoItezze!
La stoltezza è vostra!
Voi sragionate!
Di sicuro, siete seniIe o folIe!
Taci!
Sono tuo padre!
Che ho detto di foIle?
Che ho detto di seniIe?
Lasciatemi finire.
Come credete che sia questo mondo?
Si può vivere senza fede né legge.
Questo Io so.
Certo!
Avete sparso tanto sangue
e vissuto senza pietà né misericordia.
Siamo figli di quest'epoca avviIita dalIa guerra.
Contate su di noi perché siamo vostri figIi?
Per me, padre, siete un pazzo,
un vecchio pazzo!
Eccoci, dunque.
Dici che un giorno,
potrai scordare tuo padre, tradirIo?
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