197 dòng đầu tiên.
- (Autista) È la prima volta in Africa? < Sì.
- Le piace l'Africa? - È bella.
- E il paesaggio? - È bello.
È la macchina che fa "cacare". Avevamo detto NCC.
Tranquillo, è una bomba. In 30 anni non mi ha mai tradito.
Dobbiamo procedere a piedi.
Signore, è anche una bella giornata.
Erano mesi che non pioveva.
- Dove siamo? - Questo è il territorio dei Kasu.
- È una tribù molto pericolosa. - Pure.
Tranquillo, è impossibile incontrarli a quest'ora.
- Tranquillo, parlo io e sistemo tutto. - No, stai zit-to, Kato.
Parlo io. Buonasera, veniamo in pace.
Buonasera. Scusate per l'orario.
- Chi è? - È Dogon, il loro re.
Buonasera, Dogon.
Dice che sei entrato di nascosto nella sua terra.
No, chiariamo. Io sono qui di passaggio. Traduci.
Non ho intenzione di derubarvi.
Anche perché non hanno un cazzo.
Stai zitto.
Non si fida dell'uomo bianco. Dice che avete molta testa e poco cuore.
No, quelli di Milano sono così.
Vuole conoscere la storia della tua anima
per capire se sei degno di attraversare questa terra.
E se non sono degno?
Verrai bruciato vivo in questo fuoco e le tue ceneri concimeranno la terra.
Giusto. Mi sembra bello.
Volete sentire tutta la storia della mia vita?
Guardate che è lunga, ragazzi.
Va bene. Dunque, da dove cominciamo?
< Dogon, io penso che il nostro Signore
sin da quando siamo bambini ci doni dei talenti
che dobbiamo preservare e fare crescere.
Per esempio tu, Clarissa, che vuoi fare da grande?
- La veterinaria. - E tu, Martina?
< La musicista. - Tu, Canio? - Lo scienziato.
- E tu, Checco, che vuoi fare da grande? - Io voglio fare il posto fisso.
Come te.
(E come il mio papà,
(che mi portava negli uffici pubblici a vedere i posti fissi.)
- (Donna) Ciao. - (Checco) (Che gente serena e appagata!)
No, dall'ufficio non pago. Com'è il tempo a Toronto?
(Papà mi raccontava che c'era un angioletto custode
(che avrebbe aiutato anche me a diventare un posto fisso.)
(Però, mi dovevo impegnare.)
< Chi è? - (Uomo) Sono lo zio.
Ti richiamo io, non pago.
(Insomma, ero un predestinato.)
- Ecco la tua licenza di caccia, Liuzzi. - Grazie. Ti ho portato una quaglia.
Tu sei un mito, Liuzzi.
Lo sai che proprio oggi stavo pensando che...
< Checco, non è che questa è corruzione?
In giro c'è la psicosi.
< Liuzzi, la corruzione è se tu non hai diritto al permesso di caccia
vieni da me, che sono il pubblico posto fisso,
e dici: "Ti do la quaglia, mi dai il permesso di caccia?"
< Non abbiamo fatto questo accordo. - No. < Dammi la quaglia.
- Questa è frollata? < Ma non è che è concussione?
Liuzzi, la concussione è se tu hai il diritto al permesso di caccia
però io ti dico: "No, mi devi dare la quaglia".
- Ho fatto per caso questa imposizione? < No.
Di tua sponte, signori della corte, mi hai dato la quaglia, Liuzzi.
- Giusto. - Siamo convinti?
- Sì. - Dammi qua.
- Non è che... - Non è che vai affanculo?
< Scusa, ma alla televisione si parla solo di corruzione, concussione...
Questa è e-du-ca-zio-ne.
- Per educazione, ognuno porta una cosa al posto fisso, ok? - Sì.
< Dammi. < Sai come la devi cucinare?
- Mia suocera la fa mondiale, Liuzzi. < Ok.
- Com'è? - Sei meno, meno.
< È stopposa e manca il sale. - Zitto!
< Manca il sale ed è un pò stopposa. - È vero, è stopposa.
È la prima volta che la cucino, amore.
Perché l'hai fatta tu e non l'hai fatta fare a tua madre?
< Perché così, quando vi sposate, non ti lamenti.
Amore, pensavo, per stasera...
Stasera c'è la partita a calcetto. Avete fatto il borsone?
(Noi posti fissi eravamo venerati come dèi.)
- Il tè caldo c'è? - Sì, c'è.
(E sposare uno di noi voleva dire che nella vita avevi fatto...)
Gol!
< Grande, amore!
(Ma c'era un'altra donna nella mia vita.)
(Insomma, ho una madre amorevole.)
(Vitto, luce, acqua e gas sono a carico di mio padre.)
Dogol, tu credi nella reincarnazione?
Be', chi si è reincarnato in me ha avuto un culo pazzesco, ragazzi.
Ma evidentemente tutta questa fortuna dava fastidio a qualche divinità lassù.
Ricordo ancora quella mattina.
Mi recai al lavoro in anticipo.
(RINTOCCHI DELL'OROLOGIO, GALLO CHE CANTA)
(Per il resto, sembrava una mattinata come le altre.)
(Esco di casa in bici, una bella pedalata verso l'ufficio...)
(Ritiro il badge già timbrato, entro nel bar e incontro i miei colleghi.)
Ministro Magnu, ci spiega il senso della legge? - Che è successo?
< Io parlerei di una vera rivoluzione della Pubblica Amministrazione.
Che paura, ci aboliscono.
È un costo insostenibile per il Paese.
L'obiettivo è snellire e modernizzare il mostro burocratico.
Ragazzi, noi siamo i posti fissi. Non ci fanno niente, state tranquilli.
I governi precedenti non hanno fatto nulla al riguardo.
Oggi la rivoluzione è avviata e con un graduale processo di...
Abolizione degli enti provinciali. Verranno convocati al ministero a Roma,
per il ricollocamento presso altri enti,
quei soggetti privi di requisiti di cui al comma uno della circolare ministeriale.
- E che vuol dire? - Niente, non vuol dire niente.
< Vuol dire che chi fa parte delle categorie che sto per nominare
non è interessato dal provvedimento e può stare tranquillo.
Cominciamo.
< A. I lavoratori con più di 30 anni di servizio.
Mannaggia a te!
Essere vecchi è una fortuna.
< B. I lavoratori che svolgono servizio di polizia sul territorio.
< C. Il lavoratore coniugato e...
..o con prole.
Io non sono sposato, né ho figli.
Però, non mi preoccupavo. Dicevo: "Figurati se non c'è la mia categoria".
E lui andò avanti. D. E. F.
G.
Il lavoratore diversamente abile.
- Grazie, mamma! - Auguri.
E, H.
Il lavoratore con un diversamente abile nel proprio stato di famiglia.
< Mio fratello Mario è sordomuto! Grazie, Mario!
Oh, non ti senti? Che cazzo gridi?
- Tanto rumore per niente. - Fanelli. E io?
Oh, Fanelli?
- (Checco) Io, hai capito? - Non ti abbattere.
Mamma, proprio tu, devi tacere.
Perché? Che ho fatto?
Tu ti sei sempre curata. Bastava che fossi un tantino invalida.
- Invece, avevi la colecisti e l'hai operata. - Dal miglior dottore.
Curi il diabete.
Devo essere sana.
A 70 anni deve essere sana!
- Questo è egoismo. - Ma scusa...
Ha ragione. Un invalido in famiglia serve sempre.
- E fallo tu! - Magari.
Se mi riconoscono la malattia professionale: il tunnel carpale...
Papà, me l'hai raccontata 100 volte questa storia. Pensiamo anche un pò a me.
C'è un'unica soluzione per venirne fuori.
Andiamo, dai.
- Sai cosa significa questo? - Sì, ma voglio che me lo dica tu.
< Significa che delle volte, nella vita,
uno decide che...
Decide che?
< Un attimo. C'è Fanelli, il capufficio. Provatelo.
< Buonasera, signora. Ciao, Fanelli. - (Fanelli) Ciao, Checco.
- (Fanelli) Che stai facendo? - Ho chiesto alla mia donna di sposarmi.
- Ah, sì? - Così evito la mobilità.
- Bravo. - Eh.
Gli effetti del matrimonio non sono retroattivi.
Che vuol dire?
Vuol dire che dovevi essere sposato prima che la legge entrasse in vigore.
< Mamma, ha deciso. Ha ceduto.
- Ciao, Fanelli. - Ciao, in bocca al lupo.
- È proprio scemo. < Ciao.
Quindi mi stavi dicendo che significa che?
< Significa che: l'intenzione c'è, l'anello c'è
e quando c'è la decisione ci sposiamo. Ora andiamocene da qua, dai.
- Dove? - In un altro posticino. Andiamo.
- Alzati. - Con la carrozza?
Muoviti a piedi. La carrozza... Trecento euro!
E non sei "manco" retroattiva.
< No, ragazze. Lei non amava me!
Amava la mia fissità di posto!
E poi, non la lasciai digiuna quella sera. Non è nel mio stile.
Io rischio il trasferimento a 50 chilometri di distanza
e tu mi parli di matrimonio?
Ma io ti amo.
- Allora, se mi ami, vai a prendere una birra. Veloce. - Sì.
(Così, dopo 15 anni al servizio della mia nazione
(mi costringevano ad abbandonare il mio ufficio.)
(Perché la legge è arida e non tiene conto dei sentimenti.)
Ti lascio due barattoli?
No, portate via tutto. Non voglio ricordi di questi anni felici.
Rivedo ancora il treno
allontanarsi e tu
che asciughi quella lacrima.
Tornerò!
Come è possibile
un anno senza te?
(Arrivai a Roma. Avevo impressa negli occhi l'immagine del volto triste
(della mia fidanzata. Chissà come era in pena per me.)
- Mi passi Penelope? - Non chiamare più. Tra voi è finita.
Allora, cosa ti colpisce in una donna?
La sincerità, signora.
(Adesso ero davvero solo, in balia di un destino avverso.)
(Ma l'angelo custode non abbandona i suoi posti fissi.)
(Ragazzi, non era un miraggio. Era lui!)
- Senatore Binetto! - Chi ho sistemato, ho sistemato.
Senatore, mi ha già sistemato. Sono del suo paese.
Ha sistemato mio padre al Comune e mio zio alla Regione.
- E dove ti ho messo? A non far niente? - Alla Provincia.
- Che sudore! - Ha sentito, Senatore?
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