Forrest Gump

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Forrest Gump - AMZN WEB-DL
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เผยแพร่เมื่อ: 2019-08-15
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200 บรรทัดแรก

Salve. Mi chiamo Forrest. Forrest Gump.

Vuole un cioccolatino?

Io potrei mangiarne un milione e mezzo di questi.

Mamma diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini.

Non sai mai cosa ti capiterà.

Devono essere delle scarpe comode.

Scommetto che può camminarci tutto il giorno e non sentire niente.

- Vorrei avere scarpe come quelle. - I piedi mi fanno male.

Mamma diceva sempre che dalle scarpe

di una persona si capiscono molte cose.

Dove sta andando, da dove viene.

Quante scarpe che ho messo io.

Scommetto che se mi sforzo,

potrei ricordare il mio primo paio di scarpe.

Mamma diceva che mi avrebbero portato ovunque.

Diceva che erano le mie scarpe magiche.

Bene, Forrest, adesso apri gli occhi.

Fa' un giretto.

Come le senti?

Ha le gambe forti, signora Gump, come non le ho mai viste.

Ma la schiena è più contorta di un politico.

Ma noi la raddrizzeremo, vero, Forrest?

Da piccolo, mamma mi diede il nome del grande eroe della guerra civile

il generale Nathan Bedford Forrest.

Diceva che eravamo parenti in qualche modo.

Quello che fece fu fondare un club chiamato il Ku Klux Klan.

Indossavano tutti i loro vestiti e le loro lenzuola

e si comportavano come tanti fantasmi o spiriti o cose del genere.

Mettevano le lenzuola anche sui loro cavalli e li cavalcavano.

E comunque, è così che ho preso il mio nome, Forrest Gump.

Mamma diceva che Forrest era per ricordarmi che qualche volta

facciamo tutti delle cose che, ecco, che non hanno tanto senso.

Di qua. Aspetta.

Ecco fatto. Che cosa avete da guardare?

Non avete mai visto un ragazzino con i supporti ortopedici alle gambe?

Non permettere a nessuno di dirti che è meglio di te, Forrest.

Se Dio ci avesse voluto tutti uguali,

ci avrebbe fatti tutti con i supporti ortopedici.

Mamma aveva sempre un modo di spiegare le cose perché le capissi.

Vivevamo a circa un quarto di miglio dalla strada 17,

a circa mezzo miglio dalla città di Greenbow, in Alabama,

nella contea di Greenbow.

La casa era della nostra famiglia da quando il nonno del nonno del nonno

arrivò attraverso l'oceano, circa mille anni fa.

Siccome eravamo solo io e la mamma e avevamo tante stanze vuote,

mamma decise di affittare queste stanze alla gente di passaggio

che veniva da Mobile, Montgomery, posti così.

È così che io e mamma avevamo soldi. Mamma era una donna in gamba.

Ricorda cosa ti ho detto, Forrest.

Non sei diverso da nessun altro.

Hai sentito cos'ho detto, Forrest? Sei come tutti gli altri.

Non sei diverso.

Suo figlio è diverso, signora Gump. Il suo quoziente d'intelligenza è 75.

Beh, siamo tutti diversi, signor Hancock.

Voleva che avessi l'educazione migliore,

perciò mi portò alla scuola più importante di Greenbow.

Incontrai anche il preside.

Voglio mostrarle qualcosa, signora Gump.

Ecco, questo è normale. Forrest si trova qui.

Lo stato richiede un minimo di 80 per accedere alla scuola pubblica.

Signora Gump, deve andare in una scuola speciale.

Starà benissimo.

E poi, che cosa vuol dire normale?

Può essere un po' più lento,

ma il mio Forrest dovrà avere le stesse opportunità di chiunque altro.

Non andrà in una scuola speciale per imparare a rivestire le gomme.

Qui si parla di cinque piccoli punti.

Ci dev'essere qualcosa che si possa fare.

La nostra scuola ha un metodo progressivo.

Non vogliamo che nessuno rimanga indietro.

C'è un signor Gump, signora Gump?

È in vacanza.

Tua madre ci tiene proprio alla tua istruzione, figliolo.

Non dici molto tu, vero?

"Infine, dovette provare. Sembrava facile, ma...

"Oh, cosa accadde. Prima loro..."

- Mamma, cosa vuol dire vacanza? - Vacanza?

Dov'è andato papà?

Vacanza è quando vai da qualche parte... e non torni più indietro.

Comunque, immagino si possa dire che io e mamma eravamo da soli.

Ma a noi non dispiaceva. La nostra casa non era mai vuota.

C'era sempre gente che andava e veniva.

- La cena è pronta! Tutti a cena! - Di sicuro è ottima.

Qualche volta, avevamo molta gente che stava da noi

e tutte le stanze erano occupate, da viaggiatori, capisce,

gente che viveva con le valigie e cappelliere e campionari.

Forrest Gump, è ora di cena! Forrest?

Una volta, un giovanotto stava da noi, e aveva una chitarra.

Forrest, ti ho detto di non disturbare questo bel giovanotto.

No, va tutto bene, signora.

Gli stavo mostrando un paio di cose alla chitarra.

Va bene. La cena è pronta se volete mangiare.

Sì, arriviamo subito. Grazie, signora.

Ehi, fammi vedere quei passi che hai fatto prima. Rallentali un po'.

Mi piaceva quella chitarra. Aveva un bel suono.

Cominciai a muovermi seguendo la musica, ancheggiando.

Poi, una sera io e la mamma eravamo a fare spese

e passammo accanto al negozio di Benson, e indovini?

Non è roba adatta ai bambini.

Qualche anno dopo, quel bel giovanotto che chiamavano il Re,

beh, aveva cantato troppe canzoni.

Ebbe un attacco di cuore o qualcosa del genere.

Dev'essere dura essere un re.

È strano come si ricordino delle cose, e non altre.

- Fa' del tuo meglio adesso, Forrest. - Lo farò di sicuro, mamma.

Mi ricordo benissimo il viaggio in autobus il primo giorno di scuola.

Allora, non sali?

Mamma dice di non accettare passaggi dagli sconosciuti.

Questo è l'autobus della scuola.

- Io sono Forrest, Forrest Gump. - Io sono Dorothy Harris.

Bene, adesso non siamo più estranei.

Questo posto è occupato.

È occupato.

Non puoi sederti qui.

Lo sa, è strano cosa ricorda un giovane uomo,

perché io non mi ricordo di essere nato.

Non mi ricordo il mio primo Natale,

e non so quando andai al mio primo picnic fuoriporta,

ma ricordo la prima volta che sentii

la voce più dolce del mondo.

Puoi sederti qui se vuoi.

Non avevo mai visto niente di più bello in tutta la mia vita.

Sembrava un angelo.

Allora, vuoi sederti o no?

Cos'hanno le tue gambe?

Assolutamente niente, grazie. Le mie gambe sono una meraviglia.

Stetti seduto accanto a lei sull'autobus

e parlammo finché non arrivammo a scuola.

La mia schiena è piegata come un punto interrogativo.

Oltre alla mamma, nessuno mi parlava o mi faceva domande.

Sei stupido forse?

Mamma dice che "Stupido è chi lo stupido fa."

- Io sono Jenny. - Io sono Forrest, Forrest Gump.

Da quel giorno in poi, stavamo sempre insieme.

Jenny ed io eravamo come il pane e il burro.

Mi insegnava ad arrampicarmi.

Dai, Forrest, lo puoi fare.

Io le insegnavo come penzolare.

Mi aiutava a imparare a leggere, e io le insegnavo a dondolarsi.

Qualche volta, ci sedevamo fuori e aspettavamo le stelle.

- La mamma si preoccuperà per me. - Rimani ancora un po'.

Per qualche ragione, Jenny non voleva mai andare a casa.

Ok, Jenny, rimango.

Era la mia amica speciale.

La mia sola amica.

La mamma diceva sempre che i miracoli succedono tutti i giorni.

Certa gente non lo pensa, ma succedono.

Ehi, stupido!

Sei ritardato, o semplicemente stupido?

- Forrest lo stupido. - Corri, Forrest.

Corri, Forrest! Scappa! Presto!

- Prendiamo le bici! - Prendiamolo! Forza!

Attento, stupido! Ti veniamo a prendere!

Corri, Forrest, corri! Corri, Forrest!

Torna qui, avanti!

Corri, Forrest! Corri!

Non ci crederebbe se glielo dicessi,

ma io corro come il vento.

Da quel giorno, se dovevo andare da qualche parte, correvo.

Quel ragazzo corre come un pazzo.

Si ricorda quando dissi che Jenny sembrava non voler mai andare a casa?

Viveva in una casa vecchia quanto l'Alabama.

La sua mamma era andata in cielo quando lei aveva cinque anni,

e il suo papà era un contadino.

Jenny?

Era un uomo molto amorevole.

Stava sempre a baciare e a toccare lei e le sue sorelle.

E poi un giorno, Jenny non era sull'autobus della scuola.

Jenny, perché non eri a scuola oggi?

Papà sta riposando.

Vieni!

Jenny, dove stai scappando? È meglio che torni qui, ragazzina!

Dove sei?

Jenny! Jenny, dove sei?

Prega con me, Forrest. Prega con me.

Dio mio, fammi diventare un uccello per volare lontano, lontano da qui.

Dio mio, fammi diventare un uccello per volare...

La mamma diceva sempre che Dio è misterioso.

Non trasformò Jenny in un uccello quel giorno.

Invece, mandò la polizia a dire

che Jenny non doveva più stare in quella casa.

Doveva vivere con la nonna, sulla Creekmore Avenue,

il che mi rese felice, perché era molto vicina.

Alcune notti, Jenny sgattaiolava via e veniva a casa mia,

solo perché diceva di avere paura. Paura di cosa, non so.

Ma io credo che fosse il cane della nonna. Era un cane cattivo.

Comunque io e Jenny eravamo migliori amici durante tutto il liceo.

- Ehi, stupido! - Smettila!

Corri, Forrest, corri!

- Non mi hai sentito, stupido? - Corri, Forrest!

Sali sul camion! Forza! Sta scappando! Presto!

Corri, Forrest! Corri!

Corri, Forrest!

Così succedeva che correvo ovunque dovessi andare.

Non pensavo che mi avrebbe portato da nessuna parte.

Chi diavolo è quello?

È Forrest Gump, mister. Solo l'idiota del posto.

E ci può credere? Andai anche all'università.

- Forrest, muoviti! Corri! - Ok!

- Corri! - Corri, figlio di puttana!

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