The first 200 lines.
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SRT project ha tradotto per voi:
Traduzione: antares
Revisione: antares
A Parigi nel 1880, Auguste Rodin riceve finalmente a 40 anni la sua prima commessa dallo stato. Sarà "La porta dell'Inferno", ispirata alla "Divina Commedia" di Dante.
Venite con me, signorina Camille.
Credete che ci sia più fuoco e profondità che nella sua poesia?
No.
Sbagliate, il fuoco c'è.
Ho preso il suo Inferno per farne qualcosa con delle piccole figure.
E volevo che brulicassero dappertutto, da ogni lato della Porta.
Vedete questi soggetti?
Raccontano gli amori di Paolo e Francesca.
E questo bacio, esito ancora a lasciarlo tra tutti questi dannati.
Sono troppo felici e gioiosi per questo!
Sì.
Lei è la fiducia...
nel tradimento.
E lui?
Lui è l'innamorato.
L'innamorato deciso.
E impaziente!
Visto di profilo, il vostro Dante sembra un uccello rapace.
Credete che sia soddisfatto della loro sofferenza?
Non so.
Chiedeteglielo!
Siete più compassionevole di Dante.
Perché mi dite questo?
Lo dico perché la vostra porta è chiusa,
non è aperta sull'Inferno.
Sì, ma anche la porta rappresenta l'Inferno.
È come se aveste fatto questa porta senza averla prevista prima.
Eppure ho disegnato un anno intero.
Ma è nella terra che trovo le mie forme,
e mi restano ancora tanti soggetti da immaginare.
Tanti soggetti.
Se io potessi essere una modesta presenza al vostro fianco...
Non mi piace molto la modestia nel lavoro.
Ma...
ditemi sempre cosa pensate.
Vi dirò tutto!
E mi aiuterete anche a combattere contro i pregiudizi.
Sì.
Sì.
La vostra Porta non è fatta per l'educazione delle ragazze!
Per quanto tutte queste carni crocifisse dal desiderio...
Maestro, i modelli sono qui.
L'altra Abruzzesi, la sorella di Adele, è qui?
- È stata convocata. - Sì, ma c'è?
Sta arrivando.
- E "bei piedi, belle cosce"? - Therese Fontaine, sì.
- E "la bella rossa"? - La signorina Octavie, sì, anche lei.
E il modello di Pierre Louys?
È qui. Ma il signor Louys si arrabbierà.
Me ne frego.
- Li faccio entrare? - Sì, falli entrare.
Bene, maestro.
Di' loro che oggi bisognerà strisciare.
Voglio pugni contratti, bocche contorte, petti ansimanti,
come se il demonio stesse per afferrarle.
La parte alta del tuo ventre, pronta a sollevarsi.
Ecco.
Così.
Non scrivermi più. Niente "sì, ma"!
Sei stupenda, ma non approfittarne.
Siete voi che ne approfittate.
Il primo della gerarchia dei materiali è l'oro,
poi il bronzo, la pietra, il legno,
e infine la creta.
Ma io ho rovesciato questa gerarchia.
Da me, è la creta che ha il primo posto.
Allora, ecco le mie condizioni.
La mia casa è aperta per voi.
Venite dunque a pranzo
e farete degli schizzi come si prendono appunti.
Andrà tutto bene. Basterà.
Qualche breve seduta, Victor?
No, io non poserò!
Non voglio neanche vedere una matita!
Ce l'ho fatta!
Sapete come?
Juliette Drouet ha ottenuto una breve seduta di posa per voi.
Sì, l'ha attirato in salotto.
Ma dopo, come sono riuscito?
Avete usato il compasso sul suo cranio senza che se ne accorgesse.
Ho fatto di meglio!
Ho messo in dubbio le proporzioni del suo busto di David d'Angers.
Ho creduto che stesse per uccidermi. Si è avventato sul busto in questione,
e l'ha guardato a lungo come ipnotizzato.
E allora ne ho approfittato per misurare il suo cranio.
Non sta in piedi, la vostra storia.
Non vi avrebbe mai permesso di attaccare David d'Angers!
Allora...
Ho pagato la servetta che lui preferisce,
e infine ho ottenuto i miei tre quarti d'ora.
Credo sia stata Juliette
che vi ha ottenuto la seduta di posa.
E che dopo pranzo, mentre sonnecchiava,
gli abbiate cautamente preso le misure.
Sì, durante i pasti.
Juliette mi ha gentilmente fatto sedere sempre in posti diversi.
Così ho ottenuto tutti i profili necessari.
Ma come mi sono avvicinato alla testa
del gigante del secolo?
Come?
Sarà il nostro piccolo indovinello!
Vi piace?
I programmi, i locali e il personale sono indispensabili.
Separiamo la scuola dalla chiesa, entrambe hanno tutto da guadagnare.
Anche se la chiesa si fa pregare.
Facciamo una campagna contro l'ignoranza.
Siete sempre di corsa!
Sì. Per non dimenticare quello che ho appena visto.
Così ho imparato a lavorare a memoria.
Educare il popolo, cosa c'è di più nobile?
E imporre dovunque, in ogni dipartimento, la lingua francese,
è una cosa bellissima.
Non pensate che vi disprezzi,
anche se si accontenta di un "Buonasera, signor Rodin",
o "Buongiorno, signor Rodin".
Io non penso niente
e non me ne importa niente, comunque.
Quello che voglio io, è un Hugo che sia vero.
Sembrate triste.
È perché Hugo mi ha messo alla porta.
Mi ha fatto capire che il busto era finito.
È sempre stato così.
Con L'Età del Bronzo, l'accusa di imbroglio,
di aver modellato direttamente sul corpo del mio modello.
Per quanto abbia fatto circolare la sua foto per mostrare le differenze,
non è servito a niente.
Il danno era fatto.
È colpa mia.
C'è troppa vita nella mia scultura!
Non bisogna biasimare Hugo.
La signorina Drouet è molto malata.
Ha qualcosa di una tigre.
Di un leone.
Allora non l'ho sbagliato!
Perché Hugo ha una natura animale immensa.
Che cosa scrivi?
Quel questionario che gli inglesi chiamano "confessioni". Lo conosci?
Sì, lo conosco.
Ma non risponderò.
Io rispondo.
La mia principale occupazione?
Direi: "Scolpire la pietra."
"Non fare nulla."
Tu, non fare nulla?
Se cominci con delle bugie...
Cosa vorrei essere se non fossi io?
Tu vorresti essere Giovanna d'Arco.
Un cavallo da carrozza.
Non mi piace che i cocchieri li trattino così male.
Il mio artista preferito?
Auguste Rodin.
Io stessa.
È vero che con due dita di buonsenso
avrei dovuto sospettarlo.
Per quale difetto personale avresti più tolleranza?
Prima un bacio.
Traditore!... È stato solo per farmi star zitta!
Dai, rispondi!
Il tuo gusto sfrenato per le donne.
Il mio folle amore per Camille, vuoi dire.
Il mio folle amore per Camille.
Guarda...
Una lumaca è passata di qua.
Guarda il disegno della traccia che ha lasciato.
Come è bella.
Come è brillante.
Non te l'ho detto... Ho visto il dottor Vivier per il mio cuore.
Non ti ho detto del suo cavallo...
- Quello con la lingua sempre penzolante? - Sì.
Martedì, c'era un assembramento intorno a lui. La gente rideva.
Questo ha fatto arrabbiare il dottor Vivier.
E gli impediva di passare.
Dunque, ha tirato fuori il suo bisturi
e ha tagliato via la punta della lingua!
Davvero?
Non ti toglierà l'appetito, spero!
Non per una buona omelette al lardo e un buon bicchiere di vino bianco!
Ti ricordi la foresta di Soignes?
Un giorno, pioveva forte e tu mi proteggevi col tuo ombrello.
Oh sì!
Avevo aperto la tua scatola dei colori. Tu non riuscivi.
Dicevi che eri troppo lento.
Perché mi dicevo sempre che il sole dipingeva più velocemente di me!
E poi tu sei tornata a Parigi,
e un giorno in cui pensavo a te,
mi sono messo a canticchiare quella canzone
che cantavamo insieme. Ricordi?
Lei aveva una gamba di legno
E perché non si vedesse
Lei faceva mettere sotto
Delle rondelle di gomma
Lei aveva una gamba di legno
Ma siccome portava delle calze
Quelli che non l'avevano tastata
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