The first 200 lines.
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Traduzione: Evgenij
Il film e' stato tradotto da sottotitoli amatoriali
Chiediamo scusa per eventuali errori o imprecisioni
SRT project ha tradotto per voi:
Dove i venti si incrociano
Durante la notte del 14 giugno del 1941,
oltre 40.000 innocenti furono deportati da Estonia, Lettonia e Lituania.
Lo scopo di questa operazione segreta, ordinata da Stalin,
era la pulizia etnica delle popolazioni native dei paesi baltici.
Fra queste migliaia di persone c'era Erna Tamm,
le cui lettere dalla Siberia hanno ispirato questa storia.
Heldur,
ho ricevuto la tua lettera.
Sono nella nostra patria.
Quando e' iniziata l'estate
sembrava la piu' bella mai vista.
Il nostro melo selvatico che e' cresciuto in mezzo al prato
era coperto da un tappeto bianco,
come se cercasse di nascondere
le poche foglie
con i fiori.
Il profumo
cosi' delicato
di quei fiori
mi resta ancora oggi nelle narici.
Questi deliziosi odori mattutini...
la tua voce e quella della nostra piccola Eliide...
non sono mai cambiati.
Rivedo con gli occhi della mente come mi guardavi,
come delicatamente mi accarezzavi la guancia con la mano
e mi legavi un nastro intorno alla vita.
Sento ancora le tue parole,
che questo ci terra' uniti per sempre,
che questo ci terra'
sotto la tua ala protettiva,
che noi
siamo liberi.
Quanto vale pero' la liberta', Heldur?
Heldur,
spero che ti arrivino le mie lettere.
Eliide e' debole per il caldo che fa,
per il resto tutto va bene.
Ho conosciuto le mogli di altri uomini della Lega per la difesa.
Stiamo facendo amicizia.
Attraversando il confine estone suonava la campana di una chiesa,
l'hai sentita?
Era una campana a morto.
Mi sono chiesta se si trattava dell'ultimo viaggio di qualcuno
o se l'hanno suonata per noi.
Poi qualcuno sul treno ha iniziato a cantare
'Estonia, il tuo coraggio'
e alla fine tutti si sono uniti al canto.
Heldur, e' stato...
un canto
potentissimo
che scaturiva dal cuore.
Nell'oscurita' dei vagoni, le donne sedute nei posti piu' in alto
sono i nostri occhi.
Quelle strette finestrelle
sembrano cornici
che trasformano la nostra patria
facendola sembrare un dipinto lontano.
Molti di noi pensano che si tratti di un errore madornale.
Una donna della capitale, Hermiine,
ha sentito le guardie russe che dicevano che la guerra era finita.
Se e' vero,
allora,
torneremo presto a casa.
Quella stessa donna, Hermiine, ha condiviso con noi il suo pane,
visto che il nostro e' rimasto nel tuo bagaglio.
Non riesco a capire
che male abbiamo fatto noi,
povera gente
alla gigantesca Russia?
Un regime non puo' sottrarre
a migliaia di persone
tutto quello in cui credono
e quello che amano.
Heldur,
ti ho mandato una lettera attraverso il finestrino del nostro vagone.
Poi ci hanno detto che i vagoni si erano divisi,
che andavate in un'altra direzione.
Certo stai gia' cercando il modo di raggiungerci.
Oggi e' il 9 luglio.
Siamo sul treno
da 26 giorni,
senza mai riuscire a spogliarci o a lavarci.
Queste settimane di viaggio hanno minato la salute di Eliide.
Le e' venuta la dissenteria.
E' debole,
continua a chiedermi di te.
In un villaggio
ho barattato i tuoi pantaloni per del latte.
Te li prendero' nuovi quando torneremo a casa.
Abbiamo viaggiato lungo il fiume per altri 4 giorni e 4 notti.
Poi altri 60km circa verso nord,
a piedi, scortati da guardie armate.
Con Hermiine, l'altra estone,
sono stata alloggiata a circa 3km dal villaggio,
in una capanna di fango isolata per punizione.
E' questo che hanno detto. Per essere intervenuta quando
il presidente del kolkhoz ha picchiato un bambino di Tartu.
Siamo malviste, adesso.
Alla sera, hanno tenuto una specie di riunione.
Ci hanno informate di cosa potevamo fare e cosa no.
Domani inizieremo a lavorare.
Chi non lavora non riceve pane.
Heldur,
di 51 donne e bambini del nostro vagone,
solo in 42 siamo arrivati qui. In 42 ce l'abbiamo fatta.
Ieri sera
una donna del nostro gruppo
si e' suicidata,
insieme a suo figlio.
La morte e' piu' facile di quello che ci aspetta?
Heldur,
il tempo ha acquisito un'altra dimensione.
Il provvisorio e' passato.
Misuriamo il tempo
in base alle notizie che riceviamo.
In questo modo i giorni e le settimane sembrano piu' corti.
Eliide e' debole.
E' oltre un mese
che non esce dal letto.
Le sue gambe sono gonfie per la fame.
Ci danno 200 grammi di pane, davvero poco,
per fare i taglialegna.
E' la nostra razione giornaliera.
A volte ci danno della farina,
ma solo se svolgiamo la nostra quota di lavoro.
Ai bambini non viene dato pane.
Hermiine
mi ha fatto vedere dove tengono il pane.
Heldur,
settimana scorsa ho chiesto a Eliide
che regalo avrebbe voluto per il suo compleanno.
Eliide mi ha risposto: del pane.
Le ho chiesto
cosa avrebbe voluto se avesse avuto abbastanza cibo.
Heldur, ha iniziato a piangere e ha ripetuto:
del pane.
La fame costante non le lascia sognare altro che cibo.
Ci dobbiamo registrare alla caserma del villaggio ogni due settimane,
cosi' possono controllare che non siamo scappati.
Alcuni che non hanno figli hanno tentato di scappare.
Li hanno tutti riportati indietro
e sono stati puniti.
Siamo prigionieri della natura.
Mi chiedo se c'e' mai stato un prigioniero
con tanto spazio a disposizione che desiderasse dei confini.
La violazione del potere militare dell'USSR,
la sua indipendenza o integrita' territoriale
lo spionaggio o rivelare segreti di stato o militari,
la diserzione verso il nemico, la fuga all'estero,
porteranno alla fucilazione
oltre alla confisca di ogni proprieta'
oppure al carcere per 10 anni
insieme alla confisca di ogni proprieta'.
Ti prego, perdonami, Heldur.
Domenica il presidente mi ha chiamata nell'ufficio del kolkhoz.
Ha messo la fetta di pane sul suo tavolo,
quella che avevo rubato
per Eliide,
e della vodka.
Dovevo scegliere...
o...
essere trasferita
in un altro villaggio piu' a nord
o...
bere la vodka con lui
e poi...
Heldur, e' come se vivessimo nell'oscurita'.
Molte cose si fanno diversamente se al buio o alla luce del sole.
Dimmi, Heldur, esiste una parola?
Una vedova e' una donna che ha perso il marito.
Un orfano
e' un bambino che ha perso i genitori.
Come si chiama pero' una madre
che perde sua figlia?
Non esiste una parola per descriverla.
Il tempo e' cosi' tetro.
Le nuvole nascondono il sole
e io desidero cosi' tanto camminare.
I miei passi mi portano sempre dove scortecciano le betulle,
cosi' che i tronchi bianchi diventano neri.
Come crescono questi foschi alberi,
nel terreno cosi' ricco e fertile.
Hermiine dice che non dovrei andare da sola nei boschi.
Pero', dove dovrei andare
dopo aver perso
tutto cio' che amavo e in cui credevo?
Mi resta Hermiine,
e gli altri estoni.
E mi resti tu, Heldur.
Ti vedo spesso nei miei sogni.
A volte ti vedo di sfuggita tra gli alberi mentre lavoro,
altre volte nello sguardo degli estranei,
nel buio della stanza.
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