The first 200 lines.
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SRT project ha tradotto per voi:
Il nostro traditore tipo
Traduzione: ManuLiga
Mosca
L'unica volta che mio padre mi picchio',
fu quando mi trovo' a giocare con questa pistola.
Apparteneva al generale Klukvina.
Secondo la leggenda, uccise personalmente i disertori,
nella battaglia di Rzhev.
Mio padre lo considerava come un atto di forza.
A me piaceva solo l'impugnatura.
Grazie.
Ricordi mia moglie, Olga.
E la mia figlia maggiore, Anna.
Molto bella.
E' solo che non...
Mi dispiace.
Grazie.
Beh, c'e' un Cabernet cileno o uno Shiraz australiano.
Tutto l'altro costa un occhio della testa.
Voglio quello che prendono loro.
Smetti di fissarli.
E' lui che ci sta fissando. Guarda!
Pronto?
No, va bene.
Pero' potrei avere qualche minuto di ritardo.
O potremmo provare uno Chateau Petrus da 16.000 euro.
Grazie, ciao.
Hanno anticipato il mio appello.
Ci vediamo dopo.
Ti avevo detto che dovevo lavorare.
Vieni a prendere un drink con noi.
Sto bene, grazie.
Non stai bene. La tua donna ti ha appena lasciato.
Dai, non tenere il bronco.
- Broncio, veramente. - Broncio.
Ok, non tenere il broncio. Forza! Prendi un drink con noi.
Ma che cazzo! Andiamo.
Quello e' Niki.
Andrei.
Non ti serve conoscere quella gente.
- Io sono Dima. - Perry.
- Siediti, Perry. Vuoi del vino? - Certo.
Chateau Petrus.
Tieni.
Perche' la tua donna ti ha lasciato, Perry?
- Doveva fare un appello. - Ai bambini?
- No, non abbiamo figli. - Non avete tempo per i figli?
- Sei un banchiere? - No, insegno all'universita'.
Un'insegnante. E come cazzo fai a permetterti questo ristorante?
Mia moglie e' un avvocato di successo.
Quanto restate in Marocco?
Partiamo tra un paio di giorni.
Perche' non vieni ad una festa con noi stasera?
- E' una festa russa. - Magari un'altra volta.
Quale altra volta. Non ti rivedro' mai piu', cazzo.
- Stasera non posso. - Perche'?
La tua avocatessa ti tiene per le palle?
Devi chiedere il permesso?
Facciamo un gioco.
Fammi vedere la tua carta di credito.
Fammela vedere. Reggila per me.
E' un gioco.
Ora mettila via.
Se mi ricordo i numeri della carta,
vieni alla festa con me, se sbaglio
ti daro' 5.000 dollari, ok?
Va bene.
5, 6, 7, 3.
0, 9, 7, 6, 2, 1, 2, 1.
0, 5, 0, 8.
Chiama tua moglie, professore.
Ehi, sono ancora io. Senti, devi essere ancora in appello.
Sono uscito per un drink con questi tizi del ristorante,
e non volevo che ti preoccupassi. Ci vediamo piu' tardi, ok?
- Dima! - Maria!
Lui e' il mio amico, Perry. Lei e' Maria.
Piacere di conoscerti.
- Piacere di conoscerti. - Ciao. Piacere mio.
- Penserai a lui stasera, si'? - Certo. Nessun problema.
- Perry, vieni con me. - Ok, si', si'.
Ne vuoi un po'?
Ok.
Allora, cosa insegni?
Oh, e' cosi' noioso.
Dimmi.
- Poesia. - La poesia non e' noiosa.
Lo e' quando la esamini al microscopio.
Allora perche' lo fai?
Non lo so. Mancanza di immaginazione.
Non ti credo.
- Oh, sei molto bella. - Anche tu.
- Fatti prendere un altro drink. - Si', e' una buona idea. Grazie.
Oh, mio Dio.
Oh, merda.
Professore!
Cosa ci faccio qui?
Ehi, ehi! Lasciala andare!
Coglione del cazzo! Forza, allora!
Ehi, lui e' mio ospite!
Vai, vai, vai!
Vai, vai!
- Ok, professore? - Che cazzo sta succedendo?
Sei un pazzo figlio di puttana, professore.
Hai visto i tatuaggi di quel tizio?
Il coltello nel collo significa che uccide le persone.
Le stelle sulle spalle significano che e' un boss della mafia.
Avrei voluto saperlo prima.
Non avrebbe fatto nessuna differenza.
Tu sei un gentiluomo.
Un uomo d'onore.
Sai chi e' questa?
- La Vergine Maria? - E' mia madre.
Quando ero piccolo in Russia, non avevamo soldi, cosi' mia madre
scopava con questo Kagbeshnik,
uno del KGB, cosi' potevamo mangiare.
Lui era come quel tipo. Gli piaceva far male alle donne.
Un giorno torno a casa, e lui e' li',
e la sta scopando come un animale,
e schiaffeggiando.
Io rimango fermo.
E mia madre mi guarda. Non dice niente.
Cosi' prendo la sua pistola e...
e lo uccido.
Ma che cazzo!
Era mia madre, diventi sentimentale.
Tu giochi a tennis, professore?
- Si', un po'. - Oggi giochiamo.
- Devo stare con mia moglie. - Ah, noi giochiamo presto.
Bella rentre, Viktor.
E' tua, Viktor. Prendila, prendila!
Game per la Russia.
Va bene. Colpisci su mio papa'.
Ma che cazzo.
Li riprendiamo la prossima volta. Forza.
Ok, questo ce l'abbiamo. Forza.
Ecco a voi!
Buongiorno. Hai avuto il mio biglietto?
Si'.
- Fuori! - Fallo. Secondo servizio.
Ciao.
Io sono Gail. Voi come vi chiamate?
Io sono Irina e lei e' Katya.
Questi sono molto carini.
Sono orsi russi?
No, sono orsi svizzeri.
Mamma e papa' li comprarono al giardino degli orsi a Berna.
Vostra mamma e' quella laggiu'?
Mamma e papa' sono morti.
Mi dispiace.
- Cazzo, si'! - Modera il linguaggio.
Game, set e partita per la Gran Bretagna.
La prossima volta giochi tu con papa'.
Sei un pessimo giocatore, professore.
Si', anche tu.
- Oh, tua moglie. - Oh, ehi.
Cosa ci fa una bella donna come te con un pessimo giocatore di tennis?
- Non ne ho idea. - Sono Dima.
Sono Gail.
Vi presento la mia bellissima moglie, Tamara.
Piacere di conoscerti.
Perry dice che sei un'avvocato famoso.
- Sicuramente non famosa. - Che tipo di legge?
Sono una penalista.
Penalista.
Si'.
Sembra che abbia avuto una bella festa ieri notte.
Si', ho sbattuto ad una porta. Che stupido.
Avresti dovuto vedere la porta.
Oggi e' il compleanno di mia figlia, Natasha.
Perche' non venite alla villa per una piccola festa, stasera?
Molto gentile, ma e' la nostra ultima notte. Quindi faremo qualcosa...
Solo un drink. Poi vi faccio riaccompagnare in macchina.
Ci farebbe molto felici.
Questa e' una piccola festa?
Staremo solo mezz'ora poi andremo via, ok?
Natasha, guarda!
- Oh mio Dio! - Buon compleanno!
Non e' bellissimo?
Le ha comprato un cammello? Guarda.
- Guarda i finimenti. - Che ci fara' con un cammello?
Sono stati fatti a New York.
Tanya! Quando sei arrivata?
- Buon compleanno. - Grazie.
Ti presento Andrei.
- Buon compleanno. - Grazie.
Quanti anni compi?
18, ma mio padre pensa che sia sempre una bambina.
- Ehi, ciao! - Siete bellissime.
- Prendo un drink. Ne vuoi uno? - Oh, si'.
- Un bicchiere di champagne. - Bene.
E' una festa stupenda.
Possiamo giocare a nascondino?
No, no, no, va bene, Ok.
Uno,
due...
tre...
- Quattro... - Ci serviamo da soli?
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