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DINTORNI DI WASHINGTON, D.C.
RIFIUTA - MESSAGGIO - ACCETTA
Mi hai dato buca. Avevamo un appuntamento.
Le montagne chiamavano.
Sadie, è normale risentire di quello che è accaduto.
La morte, di chiunque sia, può farci essere impulsivi.
Quello che è successo non c'entra.
Non la conoscevo bene, ma...
Era uguale a me. Stessa età, stesso lavoro.
Quell'unica volta che ho visto casa sua, era identica alla mia.
Bella, ma fredda.
Vuota, ad eccezione di una triste pianta da interno, che è più di quanto abbia io.
È morta da sola.
Sadie, pensa al presente. Niente mosse né cambiamenti azzardati.
Quindi, non sposo la guida di rafting che ho appena conosciuto?
Inizia con una pianta da interno, magari.
Me la mangerei, penso.
La mia casa fredda e vuota ha un frigo freddo e vuoto.
Mi fermo a fare la spesa.
- Sentiamoci domani. - Sì.
Niente pesticidi, più nutrienti. Ha un gusto migliore.
Questi sono 20...
Scusatemi.
CASSETTA
Cinque, sei, sette. Buona giornata.
Sai, ti conviene acquistare azioni, in quei localizzatori.
Perderesti anche il culo, se non fosse attaccato.
Tu hai perso i capelli, e quelli ti stavano attaccati.
Te l'ho servita io.
Ehi, Cole. Tutto bene?
Già, ho saputo che ti hanno scaricato. Brutto colpo, amico.
- Edna. - Io spettegolo, quando mi annoio.
Per vostra informazione, è stato reciproco.
È quello che dicono tutti quando vengono scaricati.
Vero.
Puoi provare a essere meno bisognoso d'affetto. Le ragazze non apprezzano.
Non sono bisognoso d'affetto.
Ci siamo allontanati.
E non ho nessuna voglia di parlarne.
Hai voglia di sballarti?
Ho dell'edibile nel furgone.
No, grazie.
Ok. Be', tienimi d'occhio lo stand. Io vado a strafarmi.
Buon appetito.
- Andiamo. Qui. - Solo quello.
LATTE INTERO DA ALLEVAMENTO AL PASCOLO
- Solo questo. - Ne prendo uno anch'io.
Salmone. Halibut. Tutto freschissimo.
Serve aiuto?
Sì, grazie. Vorrei prendere questa.
Begonie. Ottima scelta.
- Si chiamano così, questi fiori? - Sì.
Sono belli.
Già.
Se hai animali, non fargli mangiare le foglie.
Possono essere lievemente tossiche.
Belli e lievemente tossici.
Tutti a me, questo tipo di coinquilini?
Non sapevo abitassi con tutte le mie ex.
Ogni quanto hanno bisogno d'acqua?
Ogni paio di giorni. Alle begonie serve un po' d'amore.
In realtà, molto spesso sono fuori per lavoro.
Ok, ricevuto. Meno amore.
Che ne dici di una sansevieria?
Ha bisogno d'acqua solo ogni due settimane.
A volte, sto via di più, tipo un mese o due.
Scusa, allora perché vuoi una pianta, se non sei mai a casa?
Non è che non sono mai a casa, è che...
E se mi trovassi qualcosa che abbia meno bisogno d'affetto?
Certo. Perché non prendi una pianta di plastica?
- È triste! - Be', non quanto uccidere una pianta.
E alcune di quelle nuove sembrano verissime.
Puoi abbandonarle quanto vuoi, non moriranno.
Abbandonarle?
Sai cosa ti dico? Prendo questa.
- Certo. - Grazie.
Scusa, non posso venderti questa pianta.
Non posso vendertela e avere la coscienza pulita.
"Coscienza pulita"? Cosa sei, il santo patrono delle piante?
Non mi sento tranquillo a vendere una pianta a qualcuno che può essere tanto
- indifferente verso un essere vivente. - "Indifferente"?
È così che ti rivolgi a tutti i clienti?
Perché, in tal caso, mi sconvolge che riesca a vendere qualcosa.
No, veramente questo non è neanche il mio stand. Ma non voglio essere complice...
Ti rifiuti di vendermi una pianta che non è neanche tua?
- Esatto. - Ehi, Cole.
- Che succede? - Salve.
- Queste piante sono sue? - Sì.
Magnifico. Perché il nostro "clowntadino" non vuole vendermene una.
- "Clowntadino". Che ridere. - La pianta viene $10, cara.
Edna! Ma che...
D'accordo, sapete una cosa? Ehi, vuoi una pianta? Tieni. Un cactus.
Richiede il minimo d'amore che un umano può dare, quindi per te sarà facilissimo.
Dovrebbe licenziarlo.
- Ma guarda un po'... - Buona giornata.
Riposa in pace, piccolina.
- Ti rendi conto? - No!
Ero convinta che vi sareste scambiati i numeri.
- Cosa? - Sì.
Credevo che, dietro tutto quello stupido battibeccare, steste flirtando.
- Aspetta, stavamo flirtando? - Mi prendi in giro?
Hai fumato? La tensione sessuale era alle stelle.
Edna, tienimi d'occhio lo stand.
Ehi, scusa...
- Scusa. - Cazzo.
Ciao. Sì, sono io.
Scusa. Puoi...
Sei venuto a salvare la pianta?
No. Niente affatto. Bella battuta.
No, è che...
Ecco, mi chiedevo se avessi voglia...
ecco, di uscire, ogni tanto.
- Dici sul serio? - Sì.
Certo, insomma, io...
E so che stavamo, diciamo...
discutendo, poco fa, ma ho pensato che, sotto sotto, ci fosse...
qualcosa.
"Qualcosa"?
Sì.
Mi sbaglio, vero?
Bene, è imbarazzante.
Scusa. Ho frainteso.
Un caffè mi ci vorrebbe.
Un caffè? Vuoi prendere un... Sì. Quando, ora?
Sì, ora.
Sali.
Sì, però... sì.
- Cole, comunque. - Cintura.
Certo, sì. Scusa.
Mi reggerò forte e basta.
Mi piace il canale. Mi ricorda Amsterdam.
Così, i curatori d'arte viaggiano molto?
Oh, sì. In tutto il mondo.
Lo adoro.
Saltare sul primo aereo, quasi senza preavviso,
per poi mettere piede in un posto tutto nuovo.
Oddio, non dirmi che sei uno di quei tipi grandi
e forti che ha paura di lasciare il Paese.
Ok, innanzitutto, grazie di aver detto che sono grande e forte.
Continua pure. E io viaggio. Viaggio parecchio.
- Ah, sì? - Certo.
Sì, credo che i viaggi che pianifichi di meno siano quelli che ti danno di più.
Concordo.
Qui di fronte spararono a Lincoln, lui morì alla porta accanto.
Sembri molto appassionato di Lincoln.
Be', di storia in generale.
Mi sono specializzato in agricoltura, ma ho studiato anche storia,
la mia vera passione.
Sai, sto scrivendo un libro.
- Davvero? - Sì.
Sulla storia dell'agricoltura?
No, è sull'ascesa e sul declino di diversi imperi
e sul ruolo chiave che l'agricoltura...
Sì, è sull'agricoltura.
E come procede?
Be', è in pausa, per ora.
Mio padre si è fatto male qualche anno fa,
così sono tornato per aiutarlo con la fattoria.
E non c'è molto tempo per scrivere.
Mi dispiace.
Oh, tranquilla. Lo finirò.
Non hai mai visto L'esorcista? È un classico.
È uno dei film più paurosi mai realizzati, e l'hanno girato proprio qui.
Non saprei. I film non mi fanno paura.
Certo, perché non hai mai visto L'esorcista.
No, perché si può decidere di non avere paura.
Ok. Piccola scommessa. Chi arriva prima in cima.
E, se ti batto, devi dirmi di cosa hai paura.
- Mi piace. - D'accordo. Apprezzo la sicurezza.
Ferma lì, aspetta, aspetta. Fammi solo... Un attimo.
Oh, avanti. Metti tutto qui.
Vuoi sobbarcarti tutta le mie cose? Ok. Aspetta, aspetta.
Cerchi compassione?
Proprio quella, cerco.
Oh, mio caro.
- Pronta? - Sì.
E via!
Deduco che ti alleni.
Tutto bene?
Oh, sì.
Oh, mio Dio. Adoro Monet.
Dunque, si può decidere di non avere paura, eh?
Quando avevo sei anni, mia madre e io fuggimmo dal nostro Paese...
su un gommone.
Oh, dio mio. Deve essere stato...
Peggio di quanto immagini.
Il sole, le onde, gli squali, la gente che urlava, piangeva.
Io ero terrorizzata. Lo erano tutti.
Volevano tornare indietro, ma mia madre si dimostrò molto forte.
Ci fece andare avanti per cinque giorni,
finché non arrivammo.
E ricordo ancora come la guardavano, sulla spiaggia.
Io volevo solo essere come lei,
forte e coraggiosa.
E quel giorno decisi che non avrei mai più avuto paura.
E non ne ho.
Ti credo.
Ma tu sei molto tenero con la tua paura di quel film con la bambina.
- Oh, mio Dio. Questa è colpa mia. - È... Com'è che si chiama?
- L'esorcista. - Cioè, ora devo guardarlo.
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