As primeiras 200 linhas.
Questo sono io, Camillo Ferri, in arte Lillo.
25 anni fa ero i! Pianista di uno sfigato duo,
poi ho sposato Milena,
unica erede del più grande impero immobiliare d'Europa.
Dopo i! Matrimonio, la mia vita è cambiata,
dalle stalle alle stelle.
Come si dice... ho "attaccato il cappello".
Abbiamo una figlia meravigliosa, Carlotta.
È uguale a suo padre, in 25 anni non ha mai fatto un cazzo.
Chi stava meglio di me? Ma c'era anche un lato negativo.
Per non essere cacciato, c'era solo una cosa che non dovevo fare...
Questa.
Mio suocero mi aveva fatto firmare un contratto matrimoniale.
Se avessi tradito Milena, avrei perso tutto e sarei tornato povero.
Per 25 anni ho resistito alle tentazioni.
Praticamente gli ho fatto un nodo. Ma non mi sono potuto trattenere
quando ho incontrato Barbara, una mia vecchia fiamma.
- Ma tu non sei Lillo? - Sì.
Cazzo, non sei cambiato per niente!
Sono Barbara, non ti ricordi di me?
Certo che sì! Pure tu sei sempre un bella figa.
Le tue tette mi facevano impazzire.
Lillo!
Lillo!
Barbara era nella mia stessa situazione.
Si era sposata con il ricchissimo Claudio Ricacci,
che tentava invano di elevarla dalle sue origini burine.
Amore?
- Vuoi altri "croissant"? - Grazie.
- Ancora questi cazzo di palloni! - Amore, per favore...
Ti ho fatto fare anche lo stage con Marta Marzotto!
Lamentavo l'ingombro dei parabordi. VERSO DI APPROVAZIONE.
Quando seppi che anche lei aveva dovuto firmare un contratto,
capii che con lei potevo sciogliere i! Nodo
perché non avrebbe rischiato di perdere tutto.
Per precauzione le ho nascosto di essere ricco e sposato.
Le ho detto che ero ancora un misero pianista,
sicuro che non volesse fare sul serio con me.
Ma come ogni piano perfetto, anche il mio aveva una falla.
- Ti voglio... - Anch'io!
- Ti voglio... - Anch'io!
Ti voglio sposare!
Non ho capito. Vuoi sposarmi?
- Ma sei già sposata. - Divorzio e ti sposo.
Sono stufa, con quello devo sempre fare la signora.
FA DEI VERSI
Invece tu sei come me... ruspante.
Ma che cavolo dici! Che divorzio, non dire sciocchezze!
Se lasci tuo marito, perdi tutto.
Ti piacerebbe?
- Sono pronta a perdere tutto per te. - Ma io no!
Cioè io...
...non posso accettare un sacrificio del genere.
Posso offrirti solo una vita misera, indegna di te!
Dagli abiti firmati, ti ritroveresti con gli stracci sul deretano.
- Cioè? - Con le pezze al culo.
Lasciamo tutto così, è meglio.
- Dici? - Dico...
Ora vai ai Caraibi con tuo marito, ti rilassi e non ci pensi più.
- Tanto mi hai detto che ha... - Ma tu che farai?
Farò il mio lavoro.
Una serata a Ladispoli, un matrimonio a Capena...
- E Capodanno all'Amnesia. - Ibiza?
Campodicarne, è un centro anziani. "Amnesia", non ricordano un cazzo!
Povero amore mio.
Ci ho pensato, forse hai ragione, mi hai convinto.
Che peccato, però... ci tenevo tanto a darti un pargolo.
Un parco?
- Un figlio. - All'età nostra?
Io ho il seme pigro, tu l'utero che sbadiglia,
viene fuori un ghiro, non un figlio. Come ti viene in mente!
Questo sono io, Filippo Vessato, 35 anni,
medico chirurgo, e sto per fare il passo più importante della vita.
No, non questo.
Dopo soli 10 anni di fidanzamento, ho deciso di sposarmi.
Anzi l'ha deciso la mia fidanzata italo-americana, Mary.
Ha pensato anche alle fedi... costosissime.
Mary mi ha obbligato contando sulla mia promozione a vice-primario.
Per questo voglio distinguermi con il professor Severino Benci,
sono pronto a subire di tutto pur di essere promosso.
Sudore, mi asciughi.
- Prurito, mi gratti. - Naso?
- No, palla sinistra. - Meglio, preferisco.
- Vessato. - Professore...
Parliamo delle sue ferie matrimoniali. Ho scoperto che si sposa a New York.
E così ho pensato...
- Grazie. - Prego.
- Grazie di cosa? - Mi allunga le ferie?
Certo che no. L'ho chiamata per darle questo.
Sono davvero commosso. Non c'era bisogno...
Ma che fa?
- Lo apro. - Adesso?
- Preferisce a casa? - A casa? Non è per lei, imbecille!
- È per mio figlio Francesco. - Si sposa anche suo figlio?
A volte succede. Matrimonio riparatore, immagino.
- Vessato... - Sì?
Si sieda. Ricapitoliamo.
- Lei si sposa a... - New York.
E mio figlio dove studia?
- New York? - Zitto!
Certo, al Riverside College, dove mi sono laureato anch'io.
- Con il massimo dei voti. - Complimenti, professore.
È stata dura. Dicono quattro anni, ma...
- Un mio amico 15 anni... - Io in quattro, ma non ha importanza.
Visto che lei va lì, non dovrebbe essere un problema
portare il regalo di Natale a mio figlio.
Mi ha dato solo quattro giorni di ferie.
Io le ho dato quattro giorni di ferie, ma non "solo", bensì...
- Addirittura. - Sono più che sufficienti.
Un giorno per viaggiare e portare il regalo,
uno per sposarsi, uno per il viaggio di nozze, come dite lì?
- - Non in Romagna!
Intendo negli USA. Se lo faccia dire da sua moglie.
Un giorno per il rientro.
Insomma...
Vessato, le ricordo che al prossimo consiglio
dovrà suggerire il nome del nuovo vice-primario.
- Vuole che proponga Scognamiglio? - No!
- Gherarducci? - No!
Allora, Vessato, ha deciso?
- Che fa? - Baseball.
Andando negli USA, cercavo di...
- Non si preoccupi, sarà un onore. - Attento!
Sono le tavole anatomiche di Vesalio in pergamena, costano una fortuna!
Me le ha chieste personalmente mio figlio.
- Bravissimo, tutto suo padre. - Uguali.
- È lì con il cugino Paolo, altro ottimo studente. - Tutto lo zio.
- E chi è? - Lei.
Ah, già! Pensi che restano a studiare anche durante le feste.
- Via Internet mi arrivano dei voti... - Straordinari?
- No. - Strepitosi.
- Di più. - "Astarnati".
- Esatto. - Bastava dirlo.
Bene, buon viaggio, porti il tubo a mio figlio,
mi saluti la futura signora Vessato e si goda le ferie.
Chi se ne frega della carriera! Da domani veterinario.
Meglio i cani di Benci.
Calmo, te la prendi tanto per due coccole sulla spalla!
Coccole? Caccole!
Salve... chiamata internazionale, si sente male.
- Lo fa apposta, lo so. - Che ti importa? Il camice si lava.
Se tieni al nostro futuro, devi fare tutto quello che ti dice.
Se ne approfitta, mi fa perdere mezza giornata...
...per andare da quei secchioni, mentre io voglio stare con te.
Abbiamo tutta la vita per stare insieme.
Ora conta solo la tua carriera.
Dormi a Riverside, poi passo a prenderti e ti porto dai miei.
- Però... - Filippo!
- Dicevo... - Filippo!
Cosi ho detto e così si farà.
Ok, amore. Allora ci vediamo a New York.
- Buongiorno, signorina Carlotta. - Buongiorno.
- Signora Ferri. - Grazie, Tom.
- Sono contenta che sei venuta. - Anch'io.
Buongiorno.
- Dia pure a me. - Grazie.
Buongiorno.
- Mio marito c'è? - È in cucina.
- Che fai, amore? - Non so stare senza far niente.
Preparo il tacchino ripieno che piace tanto a Carlotta.
Mi ci voleva una vacanza!
Hai fatto due OPA, tre joint ventures, quattro fusioni in un anno.
Ti ho preso un pensierino.
Bulgari!
Amore... è bellissima!
- Dev'essermi costata una fortuna. - Te la meriti.
Però ho detto che...
- Che? - Che passi tu.
Hai esagerato con il tacchino, sembra uno struzzo.
- L'anno scorso era il doppio. - Scusate, devo andare.
- Ma come, ti ho fatto lo struzzo! - Pazienza.
- Ma c'è anche la torta di mele! - Che palle, sei fissato!
È tipico natalizio.
Antipatica. Sempre con il cellulare in mano.
Che è venuta a fare?
Sai com'è tua figlia...
Con me non parla, ma credo sia venuta perché ha una storia difficile.
- Un altro uomo sposato? - No, con quelli ha chiuso.
Dovrebbe trovare una persona di valore e attaccarsi a lei.
- - È il tuo telefono?
No...
- Vado a provarla. - Sì.
- Lillo, mi senti? - Amore, un attimo.
- Dove sei? Sento un rimbombo. - Sono in una galleria.
- Ma quant'è lunga? - Ecco, dimmi.
- Ciao, come va a Roma? - A Roma? Tutto normale.
- E ai Caraibi? - Non sto ai Caraibi. Sono a New York.
Perché? Dove?
Sto in una piazza dove ci stanno tutti i "plasmi", ma dormiamo al Roosevelt.
Claudio ha cambiato idea, d'improvviso è spuntato un congresso.
- Ma sai il vero motivo? - Qual è?
- Qui ha l'amante. - Qui?
- Qui. - Come qui?
- No, non qui... lì. - Sì. Non è meraviglioso?
- Meraviglioso? - Ma certo!
Ora lo tampino e appena li becco, chiedo subito il divorzio.
Perché...
...se mi tradisce lui, posso portar via metà di tutti i suoi soldi.
Non è stupendo?
Tu sei libero, io ci divento. Ci sposiamo.
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