As primeiras 200 linhas.
I cinque registi, a Washington DC, erano considerati creatori di miti.
Facevano film a Hollywood. Inventavano storie.
Questo era il mondo reale. Era la guerra vera.
REGISTA
Questi signori da Hollywood vorrebbero dirci come uscire dalla guerra
o darci il loro contributo?
Come si permettono?
Il legame tra il governo statunitense e Hollywood
non era ben chiaro.
REGISTA
Non era mai stato fatto nulla di simile.
Non era mai esistita l'occasione in cui dei professionisti di Hollywood...
REGISTA
...venissero interpellati per aiutare il governo a vendere la guerra al popolo,
e a costruire un esercito per vincere quella guerra.
Per questo, i registi cercavano davvero di capire:
"Cosa dovrebbero raccontare questi film?"
UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX
Lo scopo del cinema di propaganda
è diffondere determinate idee.
Ognuno dei registi di cui parliamo...
REGISTA
...l'ha raggiunto a modo suo.
John Ford, per esempio, dà alla propaganda una sfumatura mitica, quasi epica.
John Huston, dal canto suo, le si avvicina come fosse un'avventura.
Wyler e Stevens affrontano la propaganda usando un punto di vista fortemente umano.
Visioni diverse dall'approccio di Capra,
che utilizza la propaganda nei suoi film in maniera pragmatica.
Quando la Seconda Guerra Mondiale investe il globo con la sua vastità,
Capra orbita intorno a una sola domanda: "Perché combattiamo?"
Con migliaia e migliaia di metri di pellicola
sottratti al nemico o donati alle compagnie cinematografiche americane
questi uomini creeranno dei film per spiegare al meglio la guerra
e contrastare la propaganda del nemico.
Urlate gli abusi, gridate le vostre oppressioni.
PRELUDIO ALLA GUERRA
Il mondo non ha ragione, voi sì.
Se alzate la voce e continuate a ripeterlo, vi crederanno.
MENZOGNE
Una delle sue idee più brillanti
fu quella di usare animazioni emblematiche, semplici, ultra chiare,
firmate Disney, che fossero comprensibili per tutti.
IL CANALE DELLA MANICA
Nell'estate del 1942, l'esercito britannico combatteva
per difendere la propria posizione contro i nazisti in Nord Africa.
L'esercito britannico scava trincee, dopo essersi ritirato dalla Libia.
Gli Stati Uniti lanciarono la loro prima offensiva
contro i giapponesi
invadendo a sorpresa l'Isola di Guadalcanal.
Al largo delle coste,
le navi americane bombardano la base giapponese.
L'attacco sorprende i giapponesi,
e quest'ondata di Marine trova minima resistenza.
Ecco che raggiungono la riva.
Filmato girato dal Corpo dei Marine degli Stati Uniti.
AGGUATO AI TROPICI
A settembre uscì nelle sale l'ultimo film di John Huston, prima che si arruolasse.
Non sarà entusiasta dei giapponesi quanto lo sono io.
Non lo so, non ci ho mai pensato troppo.
Agguato ai tropici è una sorta di primo film di propaganda di Hollywood
contro il nuovo nemico da affrontare.
REGISTA
Volevate la guerra, non è vero?
Sì, Rick, e ora la cominciamo.
La cominciate voi, Joe, ma la finiremo noi.
Mentre girava Agguato ai tropici
Huston perse i documenti di arruolamento
e si rese conto di dover fare immediato rapporto a Washington.
Fu costretto a far concludere il film a un altro regista.
Era sposato e aveva anche alcune amanti.
Forse tutta quella confusione contribuì a convincerlo ad arruolarsi nell'esercito.
L'esercito non si fidava di Huston.
In una relazione fu definito "uomo intelligente e capace,
ma egocentrico e dalla bizzarra personalità".
Mi misero dietro a una scrivania, fu davvero orribile.
Io desideravo solo stare sul campo con la mia cinepresa.
Alla fine, ricevette il suo primo incarico
e fu inviato al fronte più remoto che si potesse immaginare.
Huston fu inviato in un avamposto militare nelle Isole Aleutine,
vicino allo Stretto di Bering,
che era il territorio americano più vicino al Giappone.
Ma in quel luogo non accadeva assolutamente nulla.
Trascorreva il tempo con i soldati...
NOTIZIE DALLE ALEUTINE
...che, giorno dopo giorno,
non facevano altro che attendere qualche lettera da casa o giocare a carte.
A volte arrivava un bombardiere a rifornirsi
per poi decollare di nuovo.
Non mi preoccupava più di troppo.
VOCE DI JOHN HUSTON
Pensai che girare un documentario
non fosse poi così diverso da qualunque altro film.
Forse l'unica differenza era nell'approccio.
Nel documentario, lasciavo che il materiale si rivelasse da solo.
Lentamente iniziò a prendere forma.
Aveva il grande dono, come regista,
di saper raccontare una storia fantastica
ed esserne anche la voce narrante.
Contabili, fruttivendoli, studenti e contadini,
ormai non più contadini, né contabili, né studenti.
Ora sono soldati, come se non avessero vissuto altre vite oltre questa.
Malgrado la monotonia della base,
Huston sperimentò il terrore della guerra.
Un soldato morì davanti ai suoi occhi in un bombardamento.
Doveva essere un film di propaganda.
Temo ci siano elementi propagandisti mostrati in Notizie dalle Aleutine.
C'era una sorta di esultanza...
...in cui stavamo sostenendo i nostri ragazzi, per così dire.
Le nostre bombe hanno centrato l'obiettivo.
Perdemmo alcuni aerei nella missione,
ma il Dipartimento della Guerra voleva che fosse un totale successo.
Nove bombardieri sono partiti
e nove rientrano alla base.
Il pubblico era abituato a una versione sterilizzata e hollywoodiana della guerra.
È il tuo primo volo.
Non cercare di vincere la guerra da solo.
Con John Wayne sullo schermo,
la guerra era secondaria agli eroi che la combattevano.
Erano combattimenti senza sangue,
emozionanti, certo...
...ma molto lontani dalla realtà.
Guarda, Capitano Jim! Bang!
Termiti.
Hollywood produsse molti film sulla guerra.
IL NEMICO CI ASCOLTA
L'arcipelago in fiamme, I conquistatori dei sette mari... Furono film prodotti
per convincere il pubblico ad uscire dalle sale e firmare un assegno.
NELLE SALE USA, CAMPAGNA PER LA VENDITA DI TITOLI DI GUERRA!
Gli americani
sono chiamati ad acquistare titoli di guerra.
L'industria cinematografica mobilita 100 milioni di suoi abituali frequentatori
rendendoli un esercito di acquista-titoli.
Dopo Pearl Harbor,
crebbe il senso di appartenenza,
il voler sostenere la nazione da cittadini più che stelle del cinema.
James Stewart, vincitore della massima onorificenza del cinema nel 1940,
si prepara al suo ruolo più importante:
il soldato semplice nell'esercito dello Zio Sam.
Tendiamo a dimenticarlo.
Dimentichiamo che Clark Gable, Jimmy Stewart e molti altri attori,
condussero missioni.
Nel cuore di Hollywood, Bette Davis sostenne
l'apertura di un noto locale per soldati.
Manhattan avrà le sue luci
Boston avrà i suoi fagioli
Ma qua sulla costa Ci vantiamo con orgoglio
Dell'Hollywood Canteen...
Mary, la moglie di John Ford, si dedicò al locale,
in sua assenza.
Da ogni accampamento I militari hanno marciato
Fino all'Hollywood Canteen...
Sebbene nell'esercito vigesse la segregazione razziale
l'Hollywood Canteen ospitava soldati di ogni razza.
Una vera rarità, per l'epoca.
Dopo Pearl Harbor, in un sondaggio
emerse che metà degli abitanti di Harlem credevano
che non sarebbero stati peggio con la vittoria giapponese.
Il loro stato d'animo preoccupò molto il Dipartimento della Guerra.
Capra voleva dimostrare che la guerra non riguardava solo i bianchi.
Tutti gli americani erano coinvolti.
Capra propose di girare un film sui neri impegnati in guerra.
Wyler, bramoso del suo primo incarico,
si tuffò, entusiasta, nel progetto.
Molto presto si resero conto che, se usato nel modo giusto,
un film avrebbe potuto influenzare moltissimi americani.
Wyler ingaggiò l'afroamericano Carlton Moss,
per sceneggiare il suo film,
e, insieme, i due visitarono
alcune basi militari del Sud.
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Wyler rimase sconvolto dal modo in cui veniva trattato Moss
e dagli episodi di razzismo subiti abitualmente dai militari afroamericani.
In Georgia, alcuni militari di colore
ammisero di temere attacchi dalla gente delle città vicine
e dal Ku Klux Klan.
Wyler ricevette istruzioni, non da Capra,
bensì dal Dipartimento della Guerra,
su come rappresentare i soldati afroamericani,
tra cui: "Non dare troppo risalto agli ufficiali dalla pelle più scura.
Ometti qualunque riferimento a Lincoln, a leader afroamericani e loro solidali".
Wyler non voleva partecipare a un film
che avallasse il razzismo.
Quando tornò a Washington, disse a Capra che se ne tirava fuori.
A una festa nella capitale,
Wyler conobbe il comandante della Forza Aerea degli USA
e gli chiese un incarico come regista.
Il giorno dopo era già Maggiore e fu inviato a Londra.
A Londra, non correva buon sangue tra i due alleati.
I britannici non accettavano che gli USA
si concentrassero sul Pacifico,
piuttosto che aiutarli in Europa o in Africa.
Quando Wyler arrivò a Londra,
soggiornò nello stesso albergo di John Ford.
Wyler stava lottando con la burocrazia dell'esercito
per ottenere attrezzature e risorse, ma era ignorato.
Vide come fosse semplice per Ford ottenere quanto richiesto
e così gli chiese aiuto.
Ford non aiutò Wyler a Londra, durante la guerra.
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