The Roof

The Roof (Il tetto)

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게시일: 2022-09-12
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Il Tetto (1956)

Ora ne fai una a me, Luisa,

mio padre e mia madre.

Pronti?

Non ridere, mamma, abbiamo fretta.

Una a mio cognato e mia sorella. Cesare! Ragazzini!

E risparmiali questi soldi. Su, venite da papà.

- Queste cose capitano una volta. - Pronti?

Neanche il fotografo riesce a farti ridere!

- Fermi - Teresa! Corri!

Non era nell'armadio, ma nel comò della Giovanna.

Dai!

- E dai! - Fermi...

- Fatta! - Ne voglio una.

- Con i miei padroni. - Un minuto.

- Scusi, perdiamo la corriera. - Prego, la perdete sul serio.

- Ha ragione, perdiamo la corriera. - Prego.

- Non fare complimenti. - Mamma! Papà!

- Scusa. - Ciao, Luisa.

- Mamma! Papà! - Arrivederla, signora Bay.

- Tante, tante cose. - Grazie. - Tanti, tanti auguri. - Ciao.

- Arrivederci. - Permette?

- Maggiore... - Grazie. - Tanti auguri e buon viaggio.

Arrivederci.

- Luisa! - Ciao. - Oh... Gina!

- Signora Bay? - Sì? - Questa è la Gina.

Bene!- E' più brava di me.

Va bene, domattina ti aspetto.

Ha lasciato l'altro posto, non sa dove dormire.

- Ora vediamo. Tante cose e auguri. - Ciao, ciao. - Buon viaggio.

- Fatti vedere. - Ciao, Gina. Arrivederci!

Tu dai la mano a papà, e tu stai attenta col ragazzino in braccio.

Mamma, riporta il vestito entro le 19:00

o paghiamo un giorno in più.

Lo volevo stirare, prima.

Sbrigati, che abbiamo pochi minuti.

- Aiuto! Mamma! - Tira su! La fai soffocare!

Cos'hai?

Mi è venuta una cosa qui, di colpo.

Perché?

Per mio padre.

Che deve dire? Che deve fare? Ci sono io,

Non preoccuparti.

Ha scritto...

alla signora Bay.

Non mi vuole proprio più vedere.

Gli parlo io, si deve convincere.

Ti basta?

Ti ho detto 3000.

Non ne ho, mi sono rovinato con i confetti.

Sono con te da stamattina.

Il sacrestano ha sbagliato orari.

Guardala, non ha fatto neanche in tempo a cambiarsi!

Be', te li do.

- Ma mi riportia casa i vecchi? - Non ci rientro.

Non ci rientrate mai, voi. Ferma!

Siamo arrivati?

Andiamo, donne, sta per partire!

- Buon viaggio. - Grazie.

Pronti, si parte!

Vi salutate da sopra. Ciao, mamma, ciao, papà!

Permesso, scusi.

- Prego. - Grazie.

Permesso, scusi.

- Ciao, ma'. - Ciao.

- Riporta il vestito. - Entro le 19:00.

- Ciao! - Ciao.

Mia madre...

- Ci ha visto. - Stai calma e andiamo.

Forse non mi ha riconosciuta.

Lo sapevo...

Ciao, ma'.

- Questo è Natale. - Buongiorno. - Ho le mani bagnate. - Che fa?

- Papà? - E' al mare, sta andando al largo.

- Giulietta? Maria? - Non so, sono in giro.

Tuo padre è in collera forte.

Signora, è fatta.

Lo so, ma lei non conosce suo padre.

Dormite qua stasera?

Mi piacerebbe, se c'è posto.

Partite domattina presto, prima che torni tuo padre.

- Ma io gli voglio parlare. - Meglio di no.

E' capace di farti una scenata in mezzo alla gente.

Lo ci vado!

Lascia perdere, Luisa!

Signora, suo marito vedrà che ho una faccia come gli altri.

- Tenga. - Corri!

Papà!

Papà! Papà!

- Buonanotte. - Buonanotte, ma'. - Buonanotte, signora.

- Ciao, ma'. - Ora quanto prende?

E' manovale e prende 1000 lire al giorno.

Presto diventerà muratore vero e prenderà 40 lire in più all'ora.

Ha la pensione da vecchio?

Avete la pensione da vecchi?

Sì, se ci danno le marchette.

Però, se piove non vi pagano.

Con l'acqua, non si lavora...

Però il mio...

è un buon mestiere.

- Buonanotte, signora. - Vedrai che ogni tanto vi mandiamo qualcosa.

La vostra intenzione è buona,

ma poi vi arriva un figlio e addio.

- No, mamma, vogliamo aspettare. - Buonanotte!

- Prima mettiamo su casa nostra. - Buonanotte.

- Luisa, domattina ti devo parlare. - Sì, ciao. - So cosa ti deve dire.

Andrebbe a servizio, ma con l'idea del cinematografo la domenica.

E' troppo giovane e ci sono tanti debiti...

- Devi capire anche tuo padre... - Ha ragione anche lui.

- Abbiamo ragione un po' tutti. - Vi sveglio domattina alle 5:00.

- Buonanotte, signora. - Mi chiama sempre signora.

- Buonanotte, mamma. - Buonanotte.

- Ciao, ni". - Buonanotte.

Ogni tanto manda una cartolina e indirizzala a tuo padre.

Gli devi mostrare che sei sempre pronta a fare la pace.

Signora... mamma, è meglio che gli mandiamo un vaglia.

Non offenderti, ma non ci spero.

Tu hai i tuoi vecchi da mantenere.

Mamma, vedrai.

Tu sta' tranquilla, ti trovo io un bel posto a Roma.

Saluta la tua famiglia e spiega loro che mio marito non è cattivo.

- Quanti siete a casa vostra? - Otto. - Otto?!

Nove con Luisa e dieci con l'altro che è in viaggio, di mia sorella.

Signora, con i miei stiamo un po' stretti, ma ci sto volentieri.

Mamma, Faremo dei sacrifici per un anno,

poi cercheremo di andare da soli.

Domani mandiamo una fotografia del matrimonio.

Sì, a tuo padre.

Potevi metterti le scarpe! E' umido!

- Ciao mamma, ciao Giulietta. - Ciao. - Ciao.

Guarda, Natale, stanno tornando.

- Dormi un po'. - No. - Ma sì, va'!

- Non voglio dormire, parliamo. - E parliamo.

Quando credi di poter diventare muratore?

Spero fra 4 o 5 mesi, se mio cognato mi aiuta.

Ecco, vedi?

Tra un minuto ci siamo.

Tutto questo è stato costruito dopo la guerra.

Quando io sono arrivato a Roma, qui era tutto prato.

Ecco, non è il primo, è il secondo.

- Quello dopo la chiesa? - Sì, quello con la bandiera.

Mariani! Mariani!

- Non ti possono sentire. - Vorrei che i miei amici mi vedessero.

- Madonna, quante case! - Costruiscono fino all'Aniene.

- Il lavoro non mancherà. - Meno male.

Aspetta.

Vieni.

- Ciao, papà. - Ciao.

- Ciao. - Ciao. - Buongiorno. - Ciao.

- E' pronto il pranzo?! - Madonna! Ti venisse un bene!

Mi è andato il cuore in gola!

Lo e te facciamo i conti dopo.

Cos'ha questo ragazzino?

Gli orecchioni. Ha passato una brutta notte.

Tieni, è l'ultimo.

Giovanna, qui c'è del pesce fresco.

- Fresco. - Un regalo di mia madre.

Lo faccio fritto per stasera, così lo mangia anche Cesare.

- Tuo padre? - Quello ha la testa dura.

Come la mia.

Luisa? Vieni.

Ho fatto mettere il letto lontano dalla finestra, per le automobili.

A casa mia c'era il rumore del mare.

- Papà... - Addio.

Non si potrebbe mettere qualcosa per separare un po'?

- Mah! - Eh? - Eh...

Oh! Bel bamboccione di papà!

Tu mi fai aspettare sempre un quarto d'ora!

Santo Dio!

- Come ti sembra Luisa? - Mi va, ma parla poco.

Andrà d'accordo con Cesare, allora.

Spogliati, bello di mamma. Su, a letto tu!

Un momento!

Dai, levati le scarpe.

Oh!

Domani mi alzo alle 7:00.

Ti chiamo io, ho la sveglia in testa.

Dormi...

Tua sorella è sveglia.

Mannaggia!

Dormi.

- Chi ha lasciato la luce accesa nel corridoio? - Lo no!

Se non mi alzavo io, stava accesa tutta la notte.

- Quello ha sempre i nervi. - Ha ragione.

In una notte sono 100 lire di luce.

Va bene così, capo?

Uso un po' la cazzuola?

Si, ma non farti vedere dall'ingegnere.

Perché gli insegniamo il mestiere? Dopo ci farà concorrenza.

- Signor Giovanni, è una ruota. - Sì, signor Giovanni.

Tieni.

Continua qua, però stai attento al filo.

Metti la calce. Non mettere il mattone così, tiralo più avanti.

Deve andare a incrociare, se no ti casca tutto addosso.

- Ragazzini... - Giovanna!

- Ti va? - Si.

- Mi pare un'idea. - Cos'hai?

- Mi sembra che... ci siamo. - Mettiti a letto. - No.

- E' meglio se mi muovo. - Finisco di preparare il pranzo.

Ti aiuto.

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