نخستین 200 خط.
UN DOCUMENTARIO ORIGINALE NETFLIX
Che spettacolo incredibile
allo stadio Azteca di Città del Messico.
Non credo che in nessun altro posto al mondo
ci sia mai stata un'atmosfera simile.
Oggi, dichiaro solennemente aperto
il nono campionato mondiale di calcio,
la Coppa Jules Rimet.
La Coppa del Mondo del 1970 è iniziata!
Mio padre diceva:
"Per giocare a calcio, bisogna avere cuore".
Tutti cercavano Pelé, il giocatore più famoso del mondo…
Le speranze del Brasile riposte nelle sue gambe.
Seguito ogni minuto…
Pelé si è nascosto.
È la sua quarta Coppa del Mondo.
È quasi prigioniero della sua popolarità.
Hanno minacciato di rapirlo e persino ucciderlo.
I media ripetevano
che ero finito, che non ero in forma.
Pelé non è in gran forma. Non è più quello di un tempo.
Ero molto sotto pressione.
Basta con le chiacchiere!
È ora di combattere.
Quella Coppa del Mondo era importante per il Paese.
Ma, in quel momento,
non volevo essere Pelé.
Non mi piaceva e non lo volevo.
Pregavo…
"Dio, ti prego, aiutami. Questo è il mio ultimo mondiale."
Ora i brasiliani hanno bisogno di Pelé.
…hanno bisogno di Pelé.
Pelé.
- Pelé. - Pelé.
- Pelé. - Pelé.
Pelé si è riposato.
Il grande Pelé.
Pelé!
Pelé non è più bravo come un tempo.
Pelé!
Il Brasile è il mio Paese.
Significa tutto per me.
È il Paese in cui sono venuto al mondo.
Il Brasile era un Paese giovane e poco conosciuto.
I miei nonni consegnavano legna da ardere.
Possedevano dei cavalli e un carro.
Quando avevo circa dieci anni, andavo spesso a cavallo.
Non sapevo nemmeno che esistessero altri Paesi.
Pensavo che il Brasile fosse il più bello del mondo.
Venivamo dal nulla e avevamo pochissimo.
Eravamo poveri, ma in grado di lavorare.
Mio padre lavorava.
CAMPIONATO DELLE PROVINCE 1946 PARTITA CON SANTOS
Mio padre era un calciatore. Era soprannominato Dondinho.
Io ero "il figlio di Dondinho".
Il mio sogno era essere come mio padre.
Pensavo che fosse il miglior giocatore del mondo.
Quando tornava da scuola,
giocava sempre a calcio per strada con i suoi amici.
Adorava il calcio.
A casa, si cacciava sempre nei guai.
È sempre stato molto vivace.
A un certo punto,
mio padre si era infortunato e la squadra non lo pagava.
Pelé voleva aiutarci economicamente e si trovò un lavoro.
Iniziai a pulire e lucidare scarpe
per aiutare la mia famiglia.
Sognavi di diventare un calciatore famoso?
No.
I miei principi mi tenevano con i piedi per terra,
ed è ancora così.
Gli insegnamenti della mia famiglia.
Non ho mai pensato, in nessun momento della mia vita,
di essere migliore di qualcun altro.
Sono fortunato ad aver ricevuto questi valori
e questi insegnamenti dai miei genitori.
Ma quando mio padre notò che era portato per il calcio,
iniziò a incoraggiarlo.
E così andarono dal Santos.
Sono stata la prima persona della squadra del Santos
a conoscere Pelé.
Venivano tanti giocatori per le selezioni, ma non erano mai niente di che.
Ma Pelé, il talento di Pelé fu chiaro fin da subito.
Mi strinse la mano così forte che pensai:
"Voglio giocare in squadra con lui, non contro di lui!"
Aveva una personalità immensa, non aveva paura di niente.
Scese in campo come se…
fossero anni che giocava con noi.
Avevo solo 16 anni,
ma dicevo sempre di essere un calciatore professionista.
E, senza che me ne accorgessi, mi ritrovai convocato ai mondiali del 1958.
Ci eravamo fatti un'idea di quanto potesse diventare bravo.
Quando venne convocato in nazionale,
fummo davvero felicissimi.
SVEZIA COPPA DEL MONDO 1958
Mi dissi: "Forte, si va in Svezia".
Non avevo mai lasciato il Brasile.
Pensavamo che il Brasile fosse famoso in Europa,
ma non era così.
Alcuni ragazzi svedesi
continuavano a toccarmi la faccia.
"Che succede? Perché mi toccano?"
Si guardavano le mani per vedere se erano sporche di vernice.
Non avevano mai visto un nero.
Il Brasile non era rilevante nella scena calcistica.
Non eravamo decisamente i favoriti.
Vedevo un ragazzo mingherlino,
che avrebbe dovuto provare una pressione tremenda
per essere stato convocato ai mondiali.
Ma non era così.
Era molto sicuro di sé.
BRASILE CONTRO GALLES
Quarto di finale a Göteborg.
Alcuni giornalisti sostenevano che ero troppo giovane,
che non avevo esperienza.
Ma mio padre mi ripeteva sempre:
"Non preoccuparti, figliolo. Credi in te stesso.
In campo siete tutti uguali".
E questo mi dette molta forza.
La palla arriva a Pelé che ne prende possesso e tira! Gol!
Pelé segna per il Brasile!
Gol!
BRASILE 1 - GALLES 0
BRASILE CONTRO FRANCIA SEMIFINALE
Cross di Vavá. Abbes la intercetta. Pelé tira ed è gol!
Recupera la palla e tira.
Pelé!
BRASILE 5 - FRANCIA 2
Pelé ha giocato splendidamente
e ha solo 17 anni.
È già successo che il Brasile fosse vicino e lontano al tempo stesso dalla Coppa.
Nel 1950, erano i favoriti.
Ma vennero battuti per 2 a 1 dall'Uruguay.
Nel 1950, la Coppa del Mondo si era tenuta in Brasile.
Ero solo un bambino.
Quando il Brasile ospitò la Coppa del Mondo nel 1950,
il Paese sperava di lasciare il segno
e di lasciarsi alle spalle il suo passato da paese sottosviluppato.
All'epoca non c'era la TV, le partite le vedevi solo allo stadio.
E io ero lì.
Allo stadio Maracanà ci saranno stati 200.000 tifosi.
Il Brasile aveva tutte le intenzioni
di fare il possibile
per affermarsi a livello internazionale grazie al calcio.
Miei compatrioti brasiliani, fra pochi minuti
diventerete campioni del mondo.
Abbiamo mantenuto la parola e costruito questo stadio.
Ora fate il vostro dovere e vincete la Coppa del Mondo.
VIVA IL BRASILE
Il Brasile attacca. Ademir in area di rigore.
Palla a Friaça, che tira!
Gol!
Il Brasile ha segnato!
Friaça!
Il Brasile ha segnato! Friaça!
Ci sono delle lamentele…
Eravamo tutti radunati intorno alla radio
per ascoltare e commentare la partita.
Brutto placcaggio di Bigode.
Cross di Ghiggia.
Schiaffino tira… ed è gol per l'Uruguay!
Schiaffino.
Pareggio. Il Brasile è messo in fuga.
Ghiggia sulla destra.
Corre verso la porta brasiliana e tira. Gol!
Secondo gol dell'Uruguay.
L'Uruguay vince per 2 a 1.
Nelle strade era piombato il silenzio.
Fu una vera tragedia.
Il 1950 rappresenta…
il grande fallimento nazionale.
Il drammaturgo brasiliano Nelson Rodrigues
ha coniato una frase dopo quella sconfitta.
L'ha definita il simbolo del "complesso dei vira-latas".
Il Brasile era come avvizzito nell'ombra,
spegnendosi di fronte alla grandezza di qualcun altro.
"Non valiamo nulla rispetto agli altri."
Come un cane bastardo, un randagio.
Non sapevo cosa dire a mio padre,
che era scoppiato in lacrime.
E quindi gli dissi: "Ehi.
Non ti preoccupare, non essere triste.
Vincerò un mondiale per te".
L'Uruguay è il campione del mondo del 1950!
Il pubblico brasiliano è devastato.
La partita avrà inizio tra pochi istanti.
Il Brasile affronterà la Svezia nella finale della Coppa del Mondo.
BRASILE CONTRO SVEZIA FINALE 1958
La finale della Coppa del Mondo del 1958 ha inizio.
Che azione promettente. Si ferma, palleggia, mira, tira…
E segna!
Liedholm segna per la Svezia!
Svezia 1, Brasile 0.
La Svezia è in testa.
Il Brasile saprà reagire?
È questa la domanda a cui vogliamo rispondere.
Sarà un'altra catastrofe?
Ecco che arriva Djalma. Vavá trova Pelé.
Pelé si impossessa della palla. E tira!
Che tiro di Pelé!
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