نخستین 200 خط.
II mondo è dunque più forte di me.
AI suo potere non ho altro da opporre che me stesso.
II che, d'altra parte, non è poco...
Finché non mi lascio sopraffare, sono anch'io una potenza.
E la mia potenza è temibile finché avrò il potere delle mie parole.
Da opporre a quelle del mondo.
< Perché chi costruisce prigioni,
si esprime meno bene di chi costruisce la libertà.
È bello, vero?
- Chissà quante femmine ha? - Tante.
Ragazze, e adesso tocca a voi
invitare gli uomini a ballare!
Vacci a ballare!
- Dici? - Dai, vai!
Scemo, che vai facendo?
- Lascialo stare! - Fatti i cazzi tuoi!
I cazzi miei?
Devo scendere?
Sei sicuro che posso entrare?
Non ti preoccupare. I miei sono persone molto aperte.
Stavo... guardando questo... questo quadro,
che da lontano è bello, però quando ti avvicini
si vedono solo macchie.
È un quadro a trucco.
Elena Orsini.
Martin... Eden.
Lei è stato molto coraggioso, sig. Eden.
No... Io avesse fatto chiunque...
Stavo... leggendo questo...
- (Io pronuncia male) ...Baudelaire. - Baudelaire.
- Baudelaire. - Baudelaire.
È vivo?
Le risulta che sia vivo?
È in francese, quindi...
- Certo, sì! - E in francese...
Io pure parlo un po' di francese.
- Ah, sì? - Sì.
- (in francese) Ciao! - (in francese) Ciao!
- (in francese) Mi chiamo Martin. - (in francese) Mi chiamo Martin.
Lo so poco il francese, non tanto...
- E io, mi chiamo Elena. - Piacere.
Piacere.
Quindi... le piace Baudelaire?
Sì.
L'ho letto adesso, mi sembra...
...mi sembra più meglio degli altri.
Questo è il suo capolavoro.
Molte delle sue poesie sono un po'... audaci.
Audaci?
Pure io!
- (ridendo) Sì... pure lei? - Sì.
Bene.
- Elena, tesoro? - Matilde...
Volevo presentarti il sig. Eden.
Sig. Eden, le presento mia madre.
- Piacere. - Come ringraziarla per Arturo?
La prego, resti a pranzo con noi.
Lei viaggia molto, sig. Eden?
Ho cominciato da bambino.
A quanti anni hai cominciato a viaggiare?
< Undici anni.
E quella cicatrice come se l'è fatta?
Questa?
È stato un disgraziato!
Però ora lui cammina zoppo!
Dovevate vedere come ha battutto a pugni quel guardiano...
Uno grosso con una faccia cattiva!
II Governo dovrebbe spendere di più per l'istruzione.
Non trova, sig. Eden?
Io penso che...
...che se questa è l'istruzione...
...il sugo è la povertà!
Se uno usa l'istruzione...
...la povertà sparisce!
Scusate... era per fare Ia Scarpetta...
II sugo è buono!
- Lei è molto simpatico, sig. Eden. < - Grazie.
Pure voi.
Spero non si sia troppo annoiato.
Annoiato?
Ma questo è stato il giorno più bello della mia vita! Veramente!
Solo che io non sono... tanto abituato...
È tutto nuovo per me.
< (Elena) Arrivederla.
- Ciao, Martin, - Ohi, Mario.
La porti l'acqua, o no?
- Ciao, zio. - Ciao, zio.
Che è, Martin? Ti senti tutto "l love you", stasera?
< (Bernardo) Guarda che domani vieni a lavorare con me.
Quel cornuto di Nerone si è ammalato un'altra volta.
Non posso venire, ho da fare.
L'hai sentito, Giulia?
A noi ci sfrutta e basta.
Paga quando vuole e entra e esce quando vuole lui.
E cosa sono questi libri che hai in mano?
Almeno Io sai da che parte si apre un libro?
< Porta i soldi a casa, no i libri.
- Hai capito? < - (Giulia) Lascialo stare, dai.
Quando parlo con lui, non ti devi intromettere, capito?
- Deve pagarmi il mese. < - Ora te Ii dà.
Sì, ora te Ii dà... Non Io sopporto.
Un altro colpo come questo e finisco in ospedale.
Quanto vuoi?
Quanti sono? Due, quattro, sei, otto, dieci.
10.000 lire.
3.000 lire.
I libri sono buoni, 10.000 lire.
Tu t'intrometti sempre, parli sempre!
Allontanati con questa sigaretta che mi stai intossicando!
Va bene, prenditeli.
Ti devi sempre intromettere, sempre.
Adesso leggo, tutto quello che posso.
Ho voglia di leggere, di impararmi.
Ho deciso che voglio essere come voi.
Parlare come voi.
Pensare come voi.
Ma come posso fare?
- Se lei me Io indicherebbe, direbbe... - Indicasse.
Dicesse.
Quello che Ie occorre è un'istruzione, sig. Eden.
Basterebbe che lei tornasse a scuola.
Quando ha interrotto gli studi?
Quinta elementare.
Dovrebbe ripartire da Iì e studiare.
Sento che lei ne ha l'intelligenza.
Per studiare servono i soldi.
Sono certa che i suoi familiari non si tireranno indietro
per un proposito così importante.
Mi toccherà studiare per conto mio.
Che me la devo fare a piedi questa strada dell'istruzione
che lei dice.
Però se lei me Io dicesse, me Io indicasse come devo fare...
Studiare, studiare, studiare.
Mi permetta di prestarle una buona grammatica.
Grazie.
Tanto adesso avrò tempo di studiare sulla Nunziatina.
Elena!
- Papà. - Ciao.
Come stai?
Bene.
- II sig. Eden. - Ah!
- Piacere. < - Sig. Eden,
credo di essere l'ultimo a doverla ringraziare
per quello che ha fatto per Arturo.
Allora... per l'ultima volta devo dire... prego, non c'è di che!
Mi sembra un ragazzo in gamba, il sig. Eden.
Sì. Andiamo Martin?
Dobbiamo cercare questa grammatica.
- No, non volevo interrompere... - No, no.
- Dobbiamo andare. - Dovete andare...
< - (Martin) Arrivederci. - Arrivederci.
Cara Elena,
un grave guasto al motore della nave
ci ha costretto a deviare verso il porto di Genova.
Qui l'armatore ha deciso di ridurre l'equipaggio.
E così ho interrotto il mio contratto di imbarco.
AI mio rientro a Napoli, ho subito iniziato a cercare
un nuovo lavoro. E alla fine...
...grazie a Nino, un mio caro amico,
ne ho trovato uno in una fonderia.
Detto ciò, volevo invece informarla
della mia incessante marcia nel regno della conoscienza:
leggo, leggo come un pescatore insaziabile.
E annoto tutte le parole nuove che incontro.
Le faccio mie amiche, le frequento, le ripasso.
E quando posso le utilizzo per i fenomeni che si mostrano
ai miei occhi.
Così... a scopo di ulteriore esercizio
ho composto delle poesie,
che vi invio con questa lettera.
Non Ie giudichi troppo severamente.
Sono solo dei giochi di parole
con cui spero di renderla un po' orgogliosa
del suo ora lontano discepolo.
Appena sarò di ritorno, le parlerò di un'idea.
Riguarda la mia vita futura.
E che si è messa a dare luce ai miei pensieri.
Ti stai affaticando troppo, passerotto mio?
< (uomo) Qua la gente viene a lavorare!
E non a farsi le seghe!
Gentile sig. Eden,
grazie per la sua lettera che ho accolto con grande gioia.
Io sto bene.
La vita scorre e le mie giornate si consumano
nella monotonia dello studio.
Ho letto con piacere le sue poesie
e trovo che siano un esempio di diligenza e dedizione.
Tuttavia... non so se posso darle un giudizio artistico
perché l'argomento dei suoi versi
sfugge alla mia esperienza.
Ma so che tutto quello che lei scrive è vero
e che lei l'ha visto con i suoi occhi.
< Oh, Martin?
< È orribile questo posto.
Ci ammazziamo di fatica tutto il giorno.
Ci trattano male.
Tutto quello che guadagno me Io bevo.
Non c'è nemmeno una donna, sono tutte seghe.
Ci facciamo un'altra settimana
- e poi ce ne andiamo a Napoli. - A Napoli?
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