نخستین 200 خط.
Questa è una storia semplice,
non è facile raccontala.
Come in una favola, c'è dolore
ma è anche piena di meraviglie e di felicità.
Canto quello che vedo su niente soprassiedo.
"Eccomi", dissi al caos. "Son tuo schiavo".
Egli rispose:"Bravo"! "Di che", diss'io "Chi fu?"
Libero alfine sono. Che serve una carezza quando
di me l'ebrezza s'impossessò?
Eccomi sono pronto,
Son già partiti i treni, si sono rotti i freni,
e non resisto più. Vai, dolce Bacco, portami...
Si sono rotti i freni! Si sono rotti i freni!
Ho capito!
- No, si sono rotti per davvero! - Frena!
Ma non stavi recitando la poesia? Stai attento ci sono i lupi.
Non funziona!
Frena!
Ci si ammazza! C'è il basco!
Frena!
Sta arrivando il re!
Eccolo!
Gira, c'è un monte di gente laggiù! Diritto!
Non ti muovere non ci sono i freni!
Non ci sono i freni, via, viaaa!
Via! Via!
Viva il re! Viva il re!
Fatti una passeggiata, dieci minuti.
Sennò arriviamo domattina.
Ho trovato il chiodo di prima, lo vuoi?
Grazie, dammelo, vai...
Ora che ti do?
Nulla, lasciami solo 10 minuti!
- Vabbè, dai... ti lascio solo... - Sennò arriviamo a mezzanotte.
- Lo vuoi più il chiodo di prima? - No, non lo voglio.
- Non lo vuoi? - Voglio restare 5 minuti da solo.
- E allora ti lascio solo. - Ecco, bravo!
Va bene. Guarda che caldo... Senti.
Se trovo il chiodo te lo butto?
No, lasciami 10 minuti solo!
Dieci minuti...
- Mi vado a lavare le mani! - Bravo!
Ohi là, bella bambina, come va?
Che stai facendo?
Guarda quanta bella roba, chi ce l'ha messa, la mamma?
- No, la padroncina. - La padroncina?
Ma guarda, che è? Un mercato? È una cosa bellissima!
Si può comprare? Quanto costa? E quanti anni hai?
Dov'è la mamma?
Come ti chiami?
Eleonora.
Molto piacere, principe Guido.
Principe?
Sono principe io, non lo sapevi? Qui è tutto mio sai,
qui principia il principato del principe.
Questo posto lo chiamerò... Addis-Abeba.
Cambio tutto io qua:
Via le mucche, tutti cammelli!
Via le galline, tutti struzzi!
Struzzi e cammelli?
E anche qualche ippopotamo.
Ciao, vado via perché ho un appuntamento con la principessa.
Quando?
Ora.
Buongiorno principessa!
Che spavento, stavo per ammazzarmi! Le ho fatto male?
Mai stato meglio in vita mia!
Ma lei esce sempre di casa così?
Volevo bruciare quel nido di vespe, ma mi hanno punto.
L'ha punta una vespa? Lì? Con permesso... ferma principessa.
È pericolosissimo...
il veleno delle vespe... bisogna levarlo...
Si stenda, ci vorrà almeno mezzora.
Ecco, è passato. Grazie.
Ah... sì.
L'hanno punta da qualche altra parte?
No, grazie.
Ma che posto è questo? È bellissimo!
Volano i piccioni, le donne cadono dal cielo.
È tutto suo!
Vuole farlo tutto cammelli e struzzi. È un principe!
Principe Guido. Al suo servizio, principessa.
Ora vengo!
Va bene, allora, arrivederci!
Come posso ringraziarla?
Niente.
Se proprio mi vuole ringraziare,
mi prendo qualche uovo che faccio una frittata per il mio scudiero.
Prenda tutto quello che vuole. È tutto suo.
Grazie,
Ne prendo due... sei, va bene? Faccio una bella frittata.
Arrivederci, Eleonora.
I miei omaggi, principessa.
Arrivederci.
Eccomi, Nuvolari. Stasera frittata!
Tutti struzzi e cammelli qua!
- Ma dov'è questa casa? - Gira lì a sinistra, siamo arrivati.
E tuo zio dorme con noi?
Ma scherzi, mio zio? Lui vive in albergo da più di 30 anni.
E la casa ce la presta. Lui la usa come magazzino.
Ecco, siamo arrivati.
Rallenta. Piano... Lo vedi? Quello è Robin Hood,
il cavallo dello zio. Quello è il calesse dello zio...
e quella è la casa dello zio.
- Andiamo, andiamo. - Zio, eccoci!
Andiamo, s'è fatto proprio tardi.
Eccoci zio! Abbiamo fatto tardi, si è rotta la macchina.
Andiamo, andiamo!
Zio! Zio!
Ma zio... Oh!
Ma che è? Alzati, zio.
Barbari!
- Ma che è successo, ma che è? - Ma niente... barbari.
Ma perché non hai gridato?
Il silenzio è il grido più forte! Ma venite qua...
- È il tuo amico poeta, vero? - Sì, mi chiamo Ferruccio.
Faccio anche il tappezziere.
Bravo, qui dovete adattarvi, è un vecchio magazzino.
Qui ci sono tutte le cianfrusaglie, una vecchia passione.
Essa stessa una cianfrusaglia!
Madonna... ma a che serve tutta questa roba?
Potete rimanere quanto volete.
Fare il cameriere non è facile, te lo dico subito.
Quello è il letto, la leggenda vuole che ci abbia dormito Garibaldi.
Nulla è più necessario del superfluo. Barbari!
Il municipio è a via Sestani. Ci puoi andare domattina.
Questo è il bagno, corredato della invenzione di monsieur Bidet.
Qui ci sono alcuni libri, anche la vita del Petrarca, di Lorenzo Paolino.
La cucina di là, qui il velocipede o bicicletta che è solo da gonfiare.
È tardi, devo tornare in albergo.
La chiave è una sola, non la perdete, è attaccata alla porta.
Che piacere vederti.
Eccomi, Robin Hood!
Che zio!
Guarda che roba! Guarda... Ferruccio!
Ma te l'avevo detto, eh? Qui siamo in città.
Puoi fare quello che ti pare, siamo proprio liberi.
Ti va di fare una cosa, la fai!
Che bellezza! Vuoi sfogarti? Vuoi urlare? E urli, no!
Fermo, oh, che sei impazzito?
Siamo in città, mica puoi fare ciò che ti pare come in paese.
Che ho fatto?
È tre ore che urli come un forsennato.
Non si urla, siamo in centro città.
Maria, la chiave!
- Scusate... - Niente.
Ecco lo vedi? Non si urla.
Vieni!
Se te tu levassi le poesie dalla testa,
tu faresti più contento tuo babbo e faresti più soldi di lui.
Bravo Oreste, glielo dico sempre "Devi mettere la testa a posto".
Che bel cappello... posso? Come mi sta?
- Bene. - Come mi sta? Bello, no?
Bene, però questo è mio!
E quando comincio io a lavorare?
Tu sei di già in ritardo. Subito!
Prendi quella poltrona e portala in laboratorio.
- Quella lì? - Quella!
E fai attenzione, mi raccomando.
Bene, allora io vado in comune, arrivederci.
Arrivederci, e fate i bravi ragazzi.
Questi son tempi brutti! Ma brutti brutti!
- Son brutti, eh... - Brutti...
Ma perché, lei... come la pensa politicamente?
Benito! Adolfo! State boni!
Come diceva?
No, dicevo... come... come va, insomma...
- Bene... - Allora io la saluto...
Bene, fa attenzione, tu mi rompi le gambe, è delicata.
Arrivederci.
Arrivederci.
C'è riuscito, m'ha ripreso il mio cappello.
Ma tanto lo ritrovo...
Benito, e ti do due sberle!
Vorrei fare tutto l'iter di legge per aprire una libreria.
Di legge. Ci vuole molto tempo?
Anni!
Allora è meglio aprire la pratica subito. Faccia...
Lei deve fare la domanda che deve firmare il capo-sezione.
Intanto... Porca miseria!
Stavo per fare una frittata. Ci ho le uova da ieri.
Menomale che non si sono rotte!
Allora scriva:
Il sottoscritto fa domanda
per aprire...
Ma non può firmare subito!
Beh, che succede?
Senta ci vorrebbe una firma sua per aprire una libreria mia.
Signorina, che succede?
Dr. Rodolfo, io gliel'ho detto ma lui ha insistito.
- Una firma solo... - No, guardi, non posso.
Fra un'ora riprende il sostituto, si rivolga a lui.
Basta una firma, un secondo...
Alle una qui si chiude, ha capito?
Ma è l'una meno dieci.
Faccia reclamo.
Accidenti che antipatico!
Ma qui per fare una firma per aprire una pratica...
Bastava che facesse così...
Ora mi tocca aspettare il sostituto, fra un'ora.
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