De første 200 linjer.
Avete presente il momento in cui un evento vi cambia la vita per sempre?
Qualcosa che non potete razionalizzare e a cui non sarete mai preparati.
Un pomeriggio qualsiasi vi state rilassando con un drink,
ma di colpo una scintilla vi illumina.
Incrociate lo sguardo di qualcuno e, in un istante,
sentite il cuore che batte forte, la tensione e le farfalle nello stomaco.
Come se quel momento fosse stato il traguardo della vostra vita.
Come se l'universo e il destino si fossero di colpo allineati.
E, all'improvviso,
non sapete più chi siete e non riuscite a descrivere ciò che accade.
Ma, nonostante tutto, eccovi qua.
È tutto talmente straordinario
che ve lo scopate in macchina in stile Titanic.
Per un istante dimenticate di essere sposate da 15 anni
e che vostro marito è seduto accanto a voi.
Ma poi lo guardate
e vi accorgete che sta sbavando per la vostra amica.
E che si sente esattamente come voi.
Ma invece di essere gelose vi sentite appagate.
Quindi lasciate che quella sensazione conquisti il vostro corpo
e la vostra mente.
Perché, per quanto ci proviate,
non ce la fate più a resistere.
Di colpo, vi guardate intorno e pensate:
"Che cazzo mi salta in testa?"
- Posso? - Sì.
Quello è il preciso momento
in cui alcuni decidono di trascorrere la loro prima serata
nel mio club.
Mio cugino ti piacerà. È un tipo imprevedibile!
Con lui bevi una birra al mattino,
e magari ti ritrovi a Benidorm.
È lui?
Cugino!
- Il vostro hotel è qui vicino. - Bene.
Come va? Ciao.
Ciao.
Merda!
Rispondi.
Il telefono sta squillando, Liana.
Sì?
- Liana, non trovo l'anello. - Alba?
- Sì? - Liana!
L'anello di fidanzamento. Non lo trovo!
Devo averlo perso ieri sera, ma…
Ma dove siamo state?
Vuoi che balli per te?
Guarda che culo.
Cosa preferisci? La pizza…
o la salsiccia?
- Ciao. - Come state?
- Sei splendida, che gnocca. - Anche tu.
- Non sei nervoso, vero? - Me la faccio sotto.
- Perché? - Ha notato qualcosa.
- Ma dai. Le piacerà da matti. - Certo.
- Non deve sembrare preparato. - No.
- Non tradirti o siamo fottuti. - Lo so.
- Sì? - Sì.
Mettile in un cassetto.
- Che roba è? - Pillole.
- Per cosa? - Per una…
Cosa sono tutti questi segretini? Ho fame.
Che ti prende? Arriviamo.
Vedi come diventano?
Stasera scopiamo tutti.
- Sì! - Andiamo.
Grazie.
Eccoci qua.
- Sei nervosa? - No, per niente.
Nemmeno io.
- Senti, amore… - Cosa?
Ascoltami.
Se non ti va, andiamo via.
Dobbiamo essere entrambi sicuri.
- Sei sicura? - Sicurissima.
- Che posto è questo? - Non lo so.
Secondo Internet è un club privato.
"Club Paradiso". Eravamo qui?
- Non mi ricordo niente. - Nemmeno io.
- Salve. - Salve.
Benvenuti al Club Paradiso.
È la prima volta?
- Sì. Vorremmo sapere come funziona. - Sì.
- Siamo molto curiosi. - Bene, è l'approccio giusto.
È presto e c'è ancora poca gente.
Meglio così, almeno possiamo ambientarci.
La cosa fondamentale è lasciare a casa i sentimenti.
- Certo. - Qui dovete divertirvi.
Ci divertiremo.
Vi spiego come funziona.
- Andiamo? - Ok.
- Buonasera. Le giacche? - Salve, sì.
Grazie.
Questa è la zona bar. Perfetta per gli approcci.
È il posto migliore del club per conoscersi
e per cercare coppie che vi piacciono.
Ma senza fretta, ok?
Non sentitevi obbligati a fare niente.
E se una coppia ci piace?
La mossa più semplice è presentarsi,
fare due chiacchiere e bere qualcosa insieme.
- E se poi non ci piacciono? - Un "no" è un "no".
È l'unica regola del club.
Capita che ci siano anche orge?
- Che c'è? - Tutti i giorni.
- Tutti i giorni? - Sì.
Tutti i giorni, amore?
Sì, ho capito.
Sento qualcosa di strano nello stomaco.
Laggiù cosa c'è?
Le scale per il piano inferiore.
Ma è meglio che non vi sveli tutti i segreti, no?
Grazie.
Oddio, tesoro.
- Paco, non ti addormentare. - Sveglia.
Arrivo.
- È che… - È molto orgoglioso.
È un uomo che va molto fiero del suo lavoro.
Devi tenerlo d'occhio.
Tesoro.
Sai cosa mi ricorda questo drink?
- Cosa? - Mi ricorda…
- Quel giorno in campeggio. - Sono passati più di 20 anni.
Vi ricordate il campeggio in cui io e Claudia eravamo istruttori?
C'era anche un'altra istruttrice, Gabriela.
Era di Valencia e faceva sempre l'Agua de Valencia.
Una volta ci ubriacammo durante una serata che aveva organizzato.
Tornammo alla tenda,
l'aprimmo,
e la trovammo completamente nuda nel nostro sacco a pelo.
Iniziò a fare: "Oh, oh".
Cosa disse, tesoro?
Poi disse: "Ho sbagliato tenda".
E intanto si accarezzava una tetta.
- Davvero? - No, non si accarezzava.
Si accarezzava una tetta. La vidi bene. Così…
Come mai non l'avete mai raccontato?
Come andò a finire?
- Le dicemmo di sì. - Ma dai.
Sì, nel senso che aveva sbagliato tenda.
- E poi? - Se ne andò.
Eravamo giovani,
neanche ci passò per la testa che volesse fare qualcosa con noi.
- Alberto, devo dire che mi deludi. - Mi dispiace.
Come hai fatto a farti scappare una simile opportunità?
Vedi? Certe occasioni vanno sfruttate.
Che c'è?
Avrei voluto vedere te, tesoro.
Devo ricordarti il viaggio di fine anno scolastico?
Non si fidò di certe messicane perché pensava che volessero rapirlo.
No…
Ascolta, quello era il Paco di una volta.
Ora Paco è in una fase completamente diversa. Salute.
A Gabriela e alle opportunità che non bisogna farsi sfuggire.
Dai.
Era sveglia, quella Gabriela, eh?
Eravate molto sexy. E lo siete ancora.
Tu sei sexy, Marta.
Certo, tesoro. Sei una bella gnocca!
E anche tu, Claudia. Eccome.
Che ti prende?
- Mi hai mandato un bacio. - Non so, mi è scappato.
Io mi chiedo…
Che accadrebbe se Gabriela si rifacesse viva?
- È vero. - Che accadrebbe?
Bella domanda, che accadrebbe?
Secondo me entrò nella tenda per la fama di Alberto.
O forse per te, Claudia.
- Che fama ha Alberto? - Una certa fama, tesoro, quella.
- Che altro? - La leggenda è vera.
No, aspetta un secondo.
Sapevo che Alberto era un po'…
- Ma davvero? Una leggenda? - No, ascolta.
- È una leggenda enorme. - No, stanno esagerando.
Paco, c'è poco gin, qua dentro. Dai.
- Per favore. - Bene.
Versane un bel po'.
Pablo, lui è John. È di Sydney.
Ciao, John.
E lui è Hans.
L'ho già detto a mia cugina, ma vi ringrazio.
Abbiamo dovuto organizzarci in fretta.
Spero ti piaccia la stanza. È la più grande.
- Io dormo qui? - Sì.
Poi cosa ci racconti, Pablo?
Come va a New York? Hai una bella casa tipo loft?
Sì, non è male.
Ma sto pensando di trasferirmi.
- Sono stufo dei vicini. - Vecchie megere che si lamentano?
Ehi, tua cugina sta parlando con te.
No. Universitari che fanno sempre festa.
Porca miseria.
I giovani d'oggi non rispettano gli anziani.
- Vacci anche tu, le feste a te piacciono. - Una volta, ma ora…
La gente lavora. E quando torna a casa vuole dormire.
Tu vuoi dormire?
Te lo puoi anche togliere.
Questo? Me ne sono scordato.
Pablo.
A proposito, con chi vai a letto?
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