أول 200 سطر.
RIFIFÌ
Tre.
Raddoppio.
Tre.
Due per me.
Passo.
Cinquanta.
- Vedo. - Punto tutto.
Passo.
Vediamo.
Full di assi.
Paulo.
Fammi un prestito.
È impossibile, Tony.
Sai bene che nel gioco...
Allora dovrò fare una telefonata.
Una gruccia? Chi sta cercando di appendermi nell'armadio?
Signore, attento alla caviglia.
Tonio, lascia in pace tuo padre.
Lo stai viziando troppo, Jo. Dico davvero.
Si, è qui.
È Tony.
Sì?
Tonio, ora basta!
Non tu. È mio figlio che fa i capricci.
Ho capito.
Arrivo.
- E io? - Non ci giochiamo l'aria.
Niente soldi, niente carte.
Ciao, Jo. Quindi sei tu il rinforzo.
Devo.
Aspettavate me?
Già. Qua la fiducia regna.
Per Dio!
Lo conoscete tutti, è Tony di Saint-Étienne.
Tony o non Tony ce ne frega. Solo una cosa conta.
I quattrini.
Lascia stare questi sciacalli.
Ehi.
- Non sei educato. - Ti dà fastidio?
Non ti innervosire, è giovane.
Andiamo.
- Buongiorno, Suzanne. - Buongiorno, Tony.
Buongiorno.
Povero Tony, non lo vedo bene.
Cinque anni in galera ti segnano.
Bravo, passi la notte alla bisca. Proprio quello che ti serve.
Vai un po' in campagna. L'aria ti farebbe bene.
Mi ci vedi con gli scarponi?
Tony.
Oramai, sono arrivato a un punto...
Ci vediamo stasera a casa, così parliamo un po'.
Louise mi rompe i coglioni con la tua salute rovinata.
D'accordo, dottore.
Portami a casa, sono stanco.
Aspetta. Prima devo farti vedere una cosa.
- Cosa prendi? - Un succo.
- Tre caffè. - Tre?
Aspettiamo Mario.
- Grazie. - Zitto. Grazie di cosa?
Se tu avessi parlato alla pula sarei stato al tuo posto.
Sono io che dovrei dire grazie.
Penso che ti sei preso la colpa perché ero solo un ragazzino.
Tony, ho sentito che Mado è tornata.
Sei sicuro?
Ho aspettato cinque anni.
Dov'è?
Ancora non lo so, ma la troveremo.
Grazie, ragazzo.
- Ciao. - Ciao.
Mario, vederti mi fa sentire giovane.
Proprio quello che ci serve. Un giovane.
Davvero? Spiegati.
Allora?
Non sei stanco delle solite bische?
Spiegami, ho detto.
Webb?
Siete folli. Perché non la Banca di Francia?
- Un tempo ti ci saresti buttato. - Un tempo, Mario.
Quel posto ha più allarmi di una caserma di pompieri.
Non dobbiamo entrarci.
I tre diamanti in vetrina valgono da soli una fortuna.
Ricordi quel lavoro a Bond Street a Londra?
Ricordo, tagliarono la vetrina in pieno giorno.
- E lo ripulirono in 17 secondi. - Facilissimo.
Ci siamo già cronometrati almeno 20 volte.
Iniziamo alle 1:06. Le strade a quell'ora sono deserte.
Tu parcheggi laggiù, con la tua macchina.
La luce al semaforo diventa rossa. Le auto si fermano.
Tu accosti, noi usciamo e tagliamo il vetro.
Quando la luce diventerà verde usciamo e ce ne andiamo con i diamanti.
- È proprio una cosa da giovani. - Ci stai?
No, ragazzi.
Non sono più così veloce.
- Ricaricalo. - Ancora?
Vieni qui.
Ora ti ricarico io.
E ora il pinguino si muove.
- Bravo. Bravo. - A letto.
Tonio.
- Il pinguino viene a nanna con te. - Davvero?
Buonanotte, figliolo.
Vai, diavoletto, a nanna.
Mario, come va?
Grazie per il pinguino, zio Tony.
Cosa?
Bene, vado a vedere.
Ho fatto centro con quel pinguino.
Tony.
Ti dice niente "L'Age d'Or" a Montmartre?
Perché?
È là che lavora Mado.
Controlla le ragazze.
Se la fa col padrone, Pierre Grutter.
Lo conosci?
Vagamente.
Suo fratello è un tossico, mi pare.
Infatti, è un drogato.
E dicono che Pierre frequenta un po' troppo gli sbirri.
Dai la buonanotte a Louise. Io vado a letto.
Tony.
Non andare a L'Age d'Or da solo, è gente tosta.
Hai capito cosa ti ho detto?
Non sono sordo.
Lo spettacolo sta per iniziare.
Ci sono delle belle ragazze. Beautiful girls, come on!
Il cappello, signore?
Ehi, questa non è ancora finita!
E allora? Hai le tarme nel portafogli?
Bene, d'accordo.
Quella era proprio buona, "tarme nel portafogli"!
Vattene.
- Ma io... - Zitto.
Fai come dice.
- Il conto. - Non c'è bisogno.
Tutto bene, Mado?
Tony, pensavo che fossi ancora...
No, come vedi... mi hanno lasciato andare.
Sono stato troppo saggio.
Entra.
Siediti.
Non è molto elegante, eh?
Quando un uomo è solo...
Nulla a che vedere con casa tua. L'avevi sistemata per bene.
Quanto tempo è passato da quando mi hanno messo dentro?
Non sei mai stata brava coi calcoli.
Mi hanno preso a maggio.
E di giugno eri a Cannes con un gigolò.
Non hai certo perso tempo.
Credevo di amarlo.
Piantala o mi fai piangere.
È vero, Tony.
E ora te la fai con Pierre Grutter.
Non mi devo scusare.
Jo mi stava perseguitando. Dovevo andarmene.
Ho conosciuto Grutter in Marocco.
Lui o un altro...
Bello, questo cabochon.
- Te l'ha...? - No. Me lo sono guadagnato.
Ti sei sempre saputa difendere.
Pensa quello che ti pare.
Vorrei aiutarti.
Si? Sul serio?
Togliti l'anello e mettilo sul tavolo.
Il braccialetto.
Perfetto.
Ora la pelliccia.
Vieni qui.
Anche il resto.
Tutto il resto.
Tony, credimi, non ti ho mai dimenticato!
Per favore, Tony!
Rivestiti!
Vattene!
- Lasciami rivestire! - Fuori!
Ciao, Jo. Sono Tony.
Incontriamoci subito da Mario.
Il lavoro forse mi interessa.
Si deve pur vivere.
Ciao, Ida, ti fai il bagno?
No, è Mario.
Bisogna bussare prima. E il pudore?
Tony ci ha ripensato. Ci sta.
Davvero?
Tony, è vero?
- Mario! - È un colpo stupendo.
Mario, il tappeto!
Vai a letto, tesoro. Noi dobbiamo parlare.
Vai. Riscaldami il posto.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Aspetta a festeggiare, ho delle condizioni.
Senza queste, la pula è bastarda, è troppo rischioso.
Col ferro ti becchi l'ergastolo. Un bel regalino, ti assicuro.
Ero tranquillo in vasca. Sarà il caso di tornarci?
- Mario. - Forse.
Ci stai o no?
Fai come vuoi.
Per me i diamanti in vetrina sono briciole.
Cerco qualcosa di più solido.
I fondi commerciali, la cassaforte.
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