As primeras 200 linias.
NETFLIX PRESENTA
IN UN MONDO IN CUI I BAMBINI PIANGONO, RIDERE PUÒ SOLO ESSERE CRUDELE.
A TUTTI I BAMBINI CHE CRESCONO DA SOLI PER STRADA…
- Benvenuti. - Grazie.
- Merci. - Buon divertimento.
- Signor Yasin! Ha un momento? - Una foto con sua moglie.
- Per favore. - Ha un momento?
Grazie mille. Un'altra, per favore?
Benvenuta, signorina Aslı. Una foto?
Ragazze, volete fare un giro?
- Vattene, cazzo! - Vai via!
Dai, bello! Spostati!
E dai!
Accidenti, che coglione. Muoviti, dai!
Non fissarmi così, vattene.
Fratello!
Fratello?
Mehmet?
Hai raccolto di nuovo la carta?
È per allenarmi. E almeno prendo un po' d'aria.
Mi sento arrugginito.
Allenarti per cosa? Ci pensiamo noi, non devi sforzarti.
- Così ti ammazzi. - Mi gira la testa.
Ovvio, stai cercando di ammazzarti.
Ora mi riprendo.
Hai finito le medicine. Devi stare seduto dritto.
Su.
Pronto? Zio Tahsin?
Aiuto! Togliti di mezzo!
- Via, dateci una mano! - Spostati.
- Aiutateci! Non c'è un'infermiera qui? - Prendete un numero.
- Dove? Cosa? - Alla macchinetta vicino alla porta.
Io chiedo aiuto e tu mi rispondi di prendere un numero.
Non sei timorato di Dio?
Tieni duro. Ce la fai?
Stai seduto dritto, ok?
Aiuto!
Vi prego, aiutate mio figlio! Aiuto!
- Non respira. - Portate una barella!
- Attenzione. - Come sta il paziente?
- C'è battito. - Tratto respiratorio aperto.
È in bradicardia e anisocoria.
- Il battito rallenta. - In rianimazione.
- Ti riprenderai, te lo prometto. - Apro l'accesso vascolare.
- Fai un esame del sangue per le allergie. - Subito!
Mio figlio…
Il mio piccolo…
Ti riprenderai, te lo prometto.
Andrà tutto bene.
NUMERO - SPORTELLO
Respiri.
Espiri.
Respiri.
Espiri.
Può rivestirsi.
È in attesa di un trapianto di rene.
Deve resistere finché non troviamo un donatore idoneo.
Deve fare la dialisi.
Prenda appuntamento. E vada anche dal nefrologo.
Non ce la faccio più, dottore.
Zio Tahsin!
Sali.
Il diluvio improvviso di stasera sta ancora imperversando su Istanbul.
È stata emessa un'allerta gialla.
Ecco un filmato del nubifragio. Il Servizio Meteorologico…
Hai visto il bambino, Gonzi?
- Che fine ha fatto? - Non lo so.
Allora, cos'ha detto il dottore?
Le stesse cose, zio Tahsin. Sto ancora aspettando un rene.
- E i soldi? - Ho risparmiato molto.
Ci sono quasi.
Quando troveranno il rene, il resto sarà facile.
Esatto.
Resta giù, dai.
- Avevi detto che non puzzo. - Infatti, è vero.
Fanculo! Puzzo così tanto che al dottore è caduto il naso.
Beh, io non lo sento.
Ti stai già riprendendo.
Il dottore gli ha dato la morfina. Presto sarà sballato.
Tanto è sempre sballato.
Dobbiamo trovare una farmacia notturna per le medicine.
- Non c'è problema. - Grazie.
- Quando andate all'hammam? - Dopodomani. Perché?
Puzzate da far schifo.
Ha ragione, puzziamo troppo.
E le strade sono…
Zio, lasciala accesa, se non è un problema.
Sì.
Dio…
Mi oppongo al mio destino crudele
Mi oppongo a questa agonia infinita
Al dito volubile del fato Ai colpi inferti dalla vita
A ogni singolo problema
Io mi oppongo
Agli amori che rimangono incompiuti
Al mio sorriso preso in prestito
A morire prima di vivere davvero
Io mi oppongo
Ehi, bellezza. Vuoi divertirti un po'?
Che volete?
Gol!
Cosa c'è?
Sto bene, Gonzi.
Oggi non vengo.
Scherzo.
Arrivo tra cinque minuti, finisco la colazione.
Ok, ci vediamo.
Giorno, sorella Hacer.
Continui, che viene l'inverno.
- Buon appetito, ragazzi. - Grazie.
- Buona giornata. - Grazie.
- Buona giornata, fratello Hasan. - Grazie.
- Fratello Mehmet! - Che c'è?
Ci dai cinque lire?
Piccoli mendicanti, mi stavate aspettando?
No, fratello.
Ti ci compri la colla con quei soldi, no? Furbastro.
Non è vero, ci compriamo il pane.
- Stronzate. Credi che non vi conosca? - Lo giuro su Dio.
Non giurare su Dio, vi ha già punito abbastanza.
Ma guardatevi.
Voi…
sarete la mia fine.
Tenete.
Se vi becco a sniffare colla, ve la faccio vedere.
Andate.
Che bello, gli ho detto…
- Come va, Mehmet? - Bene, voi?
Abbiamo preso dei dolci, dopo tutto quel sesso.
Ne abbiamo ancora, vuoi?
- Li darò ai bambini. - Ok.
Hai una sigaretta?
- Certo. - Posso scroccarne una?
- Tieni. - Grazie.
Prendine ancora.
Sto cercando di smettere, non le porto con me.
- Ok. - Aspetta.
- Grazie, caro. - A dopo.
Stammi bene.
Çağla, grazie per i dolci.
Attenti!
- Come va? - Dov'eri finito?
Pensavamo che non saresti venuto.
- Ora sono qui. - Tranquillo.
Andiamo.
Attento.
Tieni.
- Come va, Flea? - Tutto bene.
- Prendi un dolcetto. - Grazie.
Attento agli sbirri, questa volta non farti beccare.
- Ti vedo meglio, capo. - Pensavo di morire, ieri sera.
- Grazie, Gonzi. - Di niente.
Ma non dovresti rimandare la visita dal dottore.
- Dolcetti? - Ne prendo un po'.
- Prima di lavorare. - Ecco.
- Prendine un po'. - Grazie.
- Prendine quanti ne vuoi. - Mangia piano o ti strozzi.
- Buona giornata. - Grazie.
Non uscire a raccogliere la carta perché c'è bel tempo.
Pensa allo zio Tahsin. È molto preoccupato per te.
Basta, Gonzi. Sto qui, non vado da nessuna parte.
Dico solo che ieri sera sei quasi morto.
Vero.
Morire non è un problema.
Ma tutti i nostri sogni?
Sono troppi, non si avvereranno tutti.
- Non ti ricordi, drogato? - Cosa?
Accidenti…
Tieni.
Sei tu quello che sa leggere.
È la lista dei desideri che abbiamo fatto al tuo ultimo compleanno, ricordi?
- Ce l'hai ancora? - Certo.
E perché me ne parli ora?
Mi sembrava il momento giusto.
Se non trovo un rene, sarò bello che andato.
Morto e sepolto?
- Già. - Non dire così.
Ma è vero. Realizziamo quella lista, ok?
Va bene.
Ok. Qui cosa c'è scritto?
Senti.
Uno.
"Trova tua madre."
Due…
- Cosa… - Non ci riesci nemmeno tu?
- Aspetta. "Andare su una decappottabile." - Già, te lo dico sempre di saltare su.
- Ma vaffanculo. - A te!
Ridammi la sigaretta! E resta nella tua zona.
- Non farti fare il culo. - Nessuno ha un culo come il mio!
Volevo metterti in guardia, coglione.
TROVA TUA MADRE, GIRO IN DECAPOTTABILE, NOTTE IN HOTEL DI LUSSO, VIAGGIO IN AEREO
Duecento, 300, 400, 500, 550, 600, 650…
Mille.
Ottantatré kg di cartone.
Ok.
Tieni.
- Ehi! - Che vuoi, stronzo?
- Non toccare quelle bottiglie! - Vaffanculo, fatti gli affari tuoi.
Ragazzino…
- Tornatene nella tua zona. - Cos'hai detto?
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